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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Bovio testimonia l'articolo 3


Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona.

 

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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Bovio testimonia l'articolo 3



PREMESSA
Il progetto “Testimoni dei diritti”, a cui la nostra Scuola è stata invitata a partecipare, ha consentito a noi, ragazzi della Bovio, di sperimentare un’attività formativa efficace in un ambiente significativo, in cui siamo stati co-costruttori delle nostre conoscenze . Ogni uomo in quanto tale ha dei diritti, ma non tutti sanno che quelli fondamentali sono definiti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Siglata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, all’indomani delle atrocità della Seconda guerra Mondiale e della Shoah, essa si può considerare un baluardo contro ogni prepotenza ed ingiustizia ai danni di ogni essere umano. Per la prima volta nella storia dell’umanità tutti i diritti umani, civili, culturali, economici, politici e sociali vengono riconosciuti come appartenenti a tutto il genere umano, perché sono assoluti, universali, inviolabili ed irrinunciabili. Noi, investiti del mandato di diffonderne la conoscenza, attraverso la divulgazione del lavoro svolto, intendiamo stimolare i nostri coetanei e la popolazione ad esercitare una cittadinanza attiva perché tutti siano responsabili di quello che succede nel nostro territorio e nessuno neghi la propria collaborazione per una realtà migliore.
FASE PRELIMINARE Tutto è iniziato nello scorso novembre, quando ci siamo ritrovati in circa trenta alunni a leggere ed analizzare gli articoli della Dichiarazione assieme alle docenti referenti del progetto, delegate a coordinarci ed accompagnarci in questo percorso di studio ed approfondimento. Abbiamo deciso di soffermarci in maniera più dettagliata sull’art. 3 della Dichiarazione, che sancisce il diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della persona, con particolare riferimento a quest’ultimo aspetto. Infatti, dagli incontri preliminari avuti con alcuni rappresentanti delle Istituzioni locali è emerso che il problema sicurezza risulta essere un’ emergenza per la nostra città. Il progetto è stato formalmente inaugurato il 4 dicembre 2009 con una grande festa pubblicizzata al territorio e alla cittadinanza con manifesti ed inviti. Erano presenti personalità politiche e rappresentanti di varie Istituzioni del nostro territorio, compresi il Sindaco ed il Vicesindaco Junior in rappresentanza del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Ospiti d’eccezione una delegazione del Senato, tra cui la Senatrice Colomba Mongiello, che, oltre ad essere originaria di Foggia, è componente della Commissione Straordinaria per la tutela dei Diritti Umani. Una specie di conferenza stampa a più voci, la cui introduzione è stata caratterizzata dalle note dell’inno di Mameli. Noi ragazzi abbiamo illustrato il lavoro preliminare raccolto in un CD.
FASE ESPLORATIVA All’inizio della nostra attività abbiamo proposto ad un campione di circa 1000 persone appartenenti a diverse fasce d’età un questionario con lo scopo di valutare il livello di sicurezza avvertito dai nostri concittadini: è emerso che in moltissimi non si sentono sicuri nella nostra città, e questo non deve stupirci, visto che Foggia, secondo il rapporto Eurispes 2009, è al 6° posto in Italia per infiltrazioni mafiose, per diffusi episodi di microcriminalità (omicidi, rapine, estorsioni, spaccio di droga, usura, sfruttamento della prostituzione ed altri reati). Il 44% degli intervistati ha individuato la causa del fenomeno nella mancanza di una cultura della legalità. Il 46% teme il furto nella propria abitazione; sostanziale la percentuale, 48%, di quanti dichiarano di avere paura di un’aggressione fisica, della truffa, dei furti, dello scippo o del borseggio, della rapina. Il 27% degli intervistati ha evidenziato i problemi di ordine pubblico legati alla presenza sul territorio di cittadini extra comunitari clandestini che, per colpa di una cultura xenofoba e discriminante, sono considerati pericolosi. Il 39 % crede che per aumentare il livello di sicurezza occorrerebbe un impiego maggiore di forze dell'ordine: è di questi giorni la polemica sulla creazione delle ronde, gruppi di cittadini volontari che dovrebbero presidiare le nostre città al posto dei poliziotti, insufficienti per carenza di denaro pubblico. Il 50% dei diversamente abili ha evidenziato la pericolosità dell' indifferenza e del pregiudizio che portano a fenomeni di esclusione. L’81 % ritiene di essere insicuro per strada. La casa (83%)e la famiglia (71%) costituiscono, invece, un punto di riferimento che rafforza il senso di sicurezza dei foggiani. Incoraggiante è la risposta data dal 73% degli intervistati sulla possibilità di migliorare la situazione attuale. Dopo aver suddiviso e analizzato i dati relativi all'indagine svolta, li abbiamo rappresentati con grafici, in modo da rendere semplice e diretta la visualizzazione. Il lavoro è stato svolto in gruppi, ognuno dei quali ha elaborato i dati relativi ad una specifica fascia d'età, secondo un sistema di rappresentazione grafica scelto in modo personale. Per comunicare i risultati e sensibilizzare l’opinione pubblica, abbiamo realizzato un manifesto, presentato al Comune e alla nostra comunità scolastica, e un opuscolo, consegnato alle istituzioni e alle varie associazioni del territorio.
FASE CONOSCITIVA Ci siamo riproposti di essere “la spina nel fianco” delle istituzioni che operano nella nostra città. Per indagare sul loro operato abbiamo incontrato i rappresentanti della Questura, del Comune, della Diocesi, della Città Educativa, delle Associazioni di volontariato… e al più presto avremo modo di dialogare anche con esponenti del Tribunale, della Polizia Postale. Termineremo il nostro percorso con un’ intervista all’Assessore alla Sicurezza per confrontarci sulle proposte da noi avanzate.  Il giorno 22/01/10 abbiamo incontrato il dottor Totta , segretario dell’A.N.F.F.A.S., un’associazione specializzata nella tutela dei diritti dei diversamente abili. Ci ha illustrato l’importanza della legge n. 104 del 1992, che tutela i diritti dei diversamente abili, e l’efficacia di un centro di integrazione sociale, gestito da volontari e frequentato da persone della nostra città con diversa abilità.  Il 25 gennaio 2010 abbiamo avuto un incontro con i dirigenti della Città Educativa, un’Organizzazione che si propone di rendere la città a misura d’uomo. Foggia dal 2006 è una delle 400 città nel mondo che aderisce all’AICE, Associazione Internazionale Città Educativa. Molte sono le iniziative già attuate da questa Istituzione per tutelare il diritto alla sicurezza dei nostri concittadini: i PARCHEGGI per le donne in attesa e per le mamme con neonati; i CONCERTI per la vita che nasce (incontri per far ascoltare alle mamme delle musiche adatte per i nascituri); i NONNI VIGILI, per aiutare gli anziani a sentirsi utili nella società che li emargina; il CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI, per aiutare i ragazzi a vivere una esperienza di vita democratica partecipata; i vari CONVEGNI in collaborazione con il Moige, la Polizia Postale, la Questura di Foggia per contrastare i pericoli dell’utilizzo errato di Internet, per favorire il dialogo fra genitori e figli, per debellare il bullismo. Fra le iniziative previste per questo nuovo anno la Città Educativa si propone di attuare il PEDIBUS, itinerari prestabiliti per aiutare i bambini ad andare a scuola a piedi, accompagnati da adulti disponibili; l’ECOMUSEO, un progetto che prevede la realizzazione di un museo all’aria aperta, dove è valorizzato ogni elemento del paesaggio, naturale ed umano. Così le persone di uno stesso quartiere saranno portate a conoscersi, a collaborare, ad acquisire una maggiore conoscenza del proprio habitat per rivalutarne i pregi, coglierne le potenzialità e denunciarne le carenze al fine di apportare miglioramenti.  Il giorno 29 gennaio 2010 abbiamo incontrato rappresentanti della Questura della nostra città. E quali sono i garanti del nostro diritto alla sicurezza se non le Forze dell'Ordine? I funzionari ed i poliziotti ci hanno accolto calorosamente e ci hanno illustrato le diverse attività svolte. C'è un'intensa organizzazione interna che permette il lavoro sul territorio. Abbiamo visitato la sala operativa, dove abbiamo finalmente scoperto chi risponde se chiamiamo il famigerato "113". Dall’incontro è emerso che la nostra città per la tutela della sicurezza si divide in sei zone di competenza che cambiano periodicamente, quattro affidate alla polizia e due ai carabinieri. Abbiamo visitato l'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, il cosiddetto Ufficio volanti. Abbiamo poi incontrato il Questore che ci ha illustrato le sue funzioni, abbiamo discusso con lui della "sicurezza partecipata", cioè del ruolo che ognuno di noi dovrebbe svolgere per rendere la nostra città più sicura: essere attori nel rispettare e far rispettare le regole, non lasciando questo ruolo solo ai tutori della legge. Il Questore, poi, ha individuato nella certezza della pena la soluzione preventiva del problema sicurezza. Infatti, come rivela il rapporto Eurispes 2009, molti italiani correlano l’insorgere e il perpetuarsi di fenomeni “criminali” al mancato funzionamento della macchina della giustizia in Italia; più precisamente, all’applicazione di pene non adeguate alla gravità del crimine commesso e all’abitudine diffusa nel nostro Paese alle scarcerazioni facili.  Il giorno 4 febbraio 2010 siamo stati ospiti del Consiglio Comunale della nostra città in occasione di una seduta straordinaria e monotematica sulla sicurezza. Erano presenti anche il Procuratore della Repubblica, i Comandanti della Stazione dei Carabinieri, della Polizia Municipale, della Guardia di finanza e il Questore. Il susseguirsi di eventi criminali di particolare gravità, l’accresciuto senso di emarginazione e disagio, le tensioni causate da squilibri nei processi di integrazione culturale ingenerano allarme sociale ed incidono profondamente sulla qualità della vita nella nostra città; si è avvertita, pertanto, la necessità di interventi immediati, infatti l’ assise è stata convocata in base ad una mozione congiunta di maggioranza ed opposizione, superando per una volta inutili divisioni di parte . Ha introdotto la riunione il Presidente del Consiglio il quale, dopo aver salutato noi ragazzi e sottolineato la funzione formativa della scuola, ha affermato che la gravità della situazione richiede interventi urgenti e non vuota retorica ed ha richiamato tutti a comportamenti coerenti. Dalla seduta è emerso che i termini “sicurezza” e “legalità” sono strettamente connessi; l’agire legalmente non può essere conseguenza esclusiva degli interventi repressivi operati dalle Forze dell’Ordine e dal Corpo di Polizia Municipale, ma deve discendere anche dalla corretta relazione tra Istituzioni e cittadini, impegnando le une e gli altri al rispetto della legge ed al rifiuto delle clientele. Il diritto alla sicurezza deve essere considerato essenziale, al pari del diritto al lavoro, alla salute, all’educazione e all’inclusione sociale. Le situazioni di disagio rivenienti dall’aumento della popolazione anziana, del numero di inoccupati e disoccupati sollecitano l’attivazione di misure preventive indirizzate a facilitare il contrasto al disagio e la ripresa economica ed occupazionale. E’ indispensabile la mobilitazione generale per il rispetto della legge ed il rifiuto di qualsiasi tolleranza nei confronti di comportamenti malavitosi. Il Consiglio Comunale, pertanto, ha impegnato il Sindaco e la Giunta ad avanzare richiesta al Ministero dell’Interno ed al Ministero della giustizia affinché siano rafforzati gli organici delle Forze dell’Ordine e della Magistratura; ad attivare idonei e tecnologicamente avanzati strumenti di controllo del territorio con funzione preventiva e repressiva; a promuovere iniziative istituzionali a sostegno della proposta di legge per l’istituzione a Foggia della sezione staccata della Corte d’Appello di Bari e del Tribunale dei Minori; ad istituire la Consulta permanente per la Legalità, cui affidare la promozione della cultura della legalità; ad approvare specifici progetti di contrasto al disagio, alla povertà estrema, al lavoro nero, al caporalato e alla violenza sulle donne e i minori. E’ stata votata all’unanimità dell’assemblea la destinazione a scopi sociali dei beni confiscati alla mafia.  Il giorno 11/02/2010 abbiamo partecipato ad un incontro nella sede della Archidiocesi di Foggia. Erano presenti Don Pino Ruppi, parroco della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù del rione Candelaro (non certo uno dei rioni più sicuri della nostra città); l’avv. Luigi D’Alessandro, responsabile del Consultorio “Il Faro” e impegnato nel post cresima; don Francesco, attualmente impegnato a Napoli nel centro educativo Don Bosco, per molti anni ha guidato l’oratorio del Sacro Cuore; ed infine Maria Teresa Tricarico, direttrice della Caritas diocesana di Foggia – Bovino. E’ stata un’esperienza molto importante, perché i nostri interlocutori ci hanno fatto capire che, prima di parlare di insicurezza e mancanza delle Forze dell’Ordine, dobbiamo essere noi i primi ad amare e ad avere un’identità ben precisa di cristiani. I cristiani non sanno esprimere il Vangelo, che è il vademecum della sicurezza. Ci hanno incoraggiato ad essere testimoni credibili, sale della terra nel nostro piccolo e nel nostro territorio, a “fare la nostra parte”.. Si è parlato degli oratori, cioè dei laboratori in cui si evangelizza e si educano i giovani alla convivenza civile. E’ stata evidenziata l’importanza di un’azione di promozione sociale, soprattutto fra i giovani (ad esempio il doposcuola, spettacoli e musical...). Bisogna “stare con”, dialogare, accogliere i bisogni, investire sulla prevenzione e sull’educazione. La Chiesa ha il compito di educare, come le “altre” istituzioni, ai diritti e ai doveri. Si è parlato anche del sistema in rete o cordata fra le istituzioni, come sta accadendo nella rete PENELOPE tra la Parrocchia Sacro Cuore e istituzioni quali Comune, Città Educativa, ecc …. Concretamente ci è stato presentato il lavoro svolto dalla Caritas, il cui primo compito è quello di far scoprire ad ogni assistito il suo essere effettivamente una persona e dimostrargli che Dio lo ama. La Caritas foggiana gestisce due case di accoglienza per gli uomini (Santa Maria del Conventino con 25 posti letto e Santa Elisabetta con 19-20 posti letto), e tre per le donne (Madre Teresa di Calcutta, Santa Rita da Cascia e Vita Più). Inoltre ci sono volontari che mettono a disposizione le loro capacità culinarie per preparare cibi per la mensa dei poveri ed aiutare nella distribuzione dei pasti. Secondo i dati che ci hanno fornito, non solo gli extracomunitari usufruiscono della presenza di tali strutture e aiuti, bensì una grande percentuale di cittadini foggiani. Durante l’incontro abbiamo anche toccato parecchi punti che in un modo o nell’altro evidenziano l’importanza della sicurezza; abbiamo parlato della Costituzione Italiana che nell’ articolo 27 mette in evidenza l’importanza della pena basata sul principio di rieducazione e quindi delle pene ingiuste e dell’importanza del perdono verso uomini che, molto spesso, commettono reati per ribellione (“dietro ad un delitto c’è sempre un problema”). L’incontro si è concluso con un’importante citazione di Falcone: “Chi ha coraggio vive una volta sola, chi ha paura muore ogni giorno”.
RICADUTA SULLE ATTIVITA’ CURRICULARI ED EXTRACURRICULARI DELLA SCUOLA
 Giornata della memoria Il 27 gennaio di sessantacinque anni fa il campo di concentramento di Auschwitz venne liberato dall’Armata rossa e finalmente i sopravvissuti tornarono ad essere “liberi”, o quasi: non sarebbero mai stati liberi! Dal ricordo della morte non ci si libera mai. Come loro, neanche noi possiamo dimenticare, perciò questo è diventato il “Giorno della memoria”. Per commemorare l’olocausto, negazione suprema del Diritto alla vita ed alla libertà, nella nostra Scuola abbiamo organizzato la lettura drammatizzata di alcune testimonianze dei sopravvissuti Zvi Bacharach e Chana Weiss. Abbiamo cercato di indossare per un attimo l’uniforme a righe, la stella al petto, abbiamo tentato di immaginare quel mondo in bianco e nero, in modo da saperne parlare ad altri ragazzi nell’aula magna della nostra scuola, che abbiamo trasformato con la fantasia prima in vagoni bestiame strapieni con cui gli ebrei vennero trasportati, poi in campi di concentramento, freddi e ostili. Abbiamo mostrato ai nostri compagni delle immagini dell’olocausto, che non hanno avuto bisogno di alcun commento: ogni cuore piange guardando bambini con gli occhi spenti, il corpo scheletrico; ogni cuore piange davanti alle immagini di quel filo spinato che distruggeva l’umanità di uomini, donne e bambini con il “pigiama a righe”; ogni cuore piange mirando i volti di uomini senza libertà, senza dignità, senza identità… vivi che non hanno la possibilità di vivere… Di fronte a questo tutti dovremmo sentirci morire, eppure c’è chi nega che ciò sia accaduto, i così detti negazionisti! Anche di questo abbiamo parlato: è stata soprattutto l’indifferenza, la “complice” della Shoa! Il nostro intento: non dimenticare, per meditare su quello che è stato, come Primo Levi ci ha intimato… perché “mai più” uomini siano distrutti, demoliti, annullati, perché mai più il mondo debba piangere milioni di vite spezzate brutalmente!  Alfabeto dei comportamenti responsabili La nostra Scuola ha aderito al Concorso Nazionale “L’Alfabeto dei comportamenti responsabili” bandito dall’Istituto Nazionale per gli Affari Sociali per aiutare i ragazzi a riflettere “sui principi civici che orientano al rispetto di sé e degli altri, al rapporto con la diversità e a corretti stili di vita in relazione all’ambiente, alla società e alla sicurezza”. Attraverso un’attività interdisciplinare abbiamo elaborato un opuscolo nel quale sono stati illustrati i “comportamenti responsabili “ da adottare, declinandoli sulle lettere dell’alfabeto spagnolo, la seconda lingua straniera che molti di noi studiano.  Progetto Lettura Il tema della Legalità è stato proposto a tutti gli alunni della nostra Scuola anche nell’ambito del “Progetto Lettura”. Infatti sono stati proposti percorsi di lettura con approfondimenti inerenti al tema, al termine dei quali sono stati realizzati gli incontri con gli autori dei testi letti. In particolare gli alunni delle classi III hanno letto il libro di Guido Sgardoli “JJ contro il vento”, la cui tematica fondamentale è il razzismo, e l’incontro con l’autore si è svolto il 25 febbraio. Gli alunni delle classi II hanno letto il testo di Sabrina Rondinelli “Camminare, correre, volare”, soffermandosi sul tema del bullismo al femminile e l’incontro con l’autrice è avvenuto appunto l’8 marzo, festa della donna. Gli alunni delle classi I, fermandosi a riflettere sulla shoa e sul negazionismo, hanno letto il libro “Alice e i Nibelunghi” di Fabrizio Silei, ed hanno incontrato il simpatico autore l’11 febbraio.  Concorso “Regoliamoci” Le classi II e III hanno partecipato al Concorso soffermandosi sull’analisi e sull’interpretazione dei principi fondamentali della Costituzione Italiana. Sono stati prodotti dei disegni e slogan sugli articoli. Infine il lavoro è stato raccolto sotto forma di presentazione in Power Point dal titolo “Noi della Bovio ragazzi di robusta costituzione”  Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze La nostra Scuola partecipa all’iniziativa del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze promossa dalla Città Educativa e rivolta alle classi I e II . In particolare quest’anno una ragazza coinvolta nel progetto “Testimoni dei diritti” ha assunto la carica di Assessore ai Diritti ed ha stimolato gli alunni ad una riflessione sulla Dichiarazione dei Diritti del fanciullo. Ciascuna classe, informata e preparata dai propri insegnanti, ha individuato un ambito di indagine. Sono state realizzate attività di gruppo ed i variegati materiali prodotti dai ragazzi porteranno all’allestimento di una mostra e di una manifestazione, nel corso della quale si ribadirà l’importanza del Diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza ed all’inclusione di ogni fanciullo.  Progetto “L’etica della responsabilità” Il progetto mira a far acquisire ai ragazzi comportamenti responsabili, attraverso lo studio di alcuni articoli della Costituzione Italiana, lo svolgimento di visite guidate nelle Istituzioni, incontri con rappresentanti del mondo del volontariato e delle Istituzioni locali, realizzazione della Consulta degli studenti, inserimento di tutte le attività nel normale svolgimento delle lezioni relative alla disciplina Cittadinanza e Costituzione.
FASE PROPOSITIVA Un Paese affetto da criminalità può guarire? Siamo d’accordo con la proposta del Questore di Foggia che indica nella certezza della pena lo strumento ideale per far fronte al diffondersi della criminalità. Infatti riteniamo che l’osservanza delle regole possa avere come azione di rinforzo il sapere a priori di poter incorrere in una sanzione certa. In questo caso si tratta di prevenire la realizzazione di atti illegali che mettono a repentaglio il diritto alla sicurezza di tutti. Sosteniamo, inoltre:
• La promozione di una cultura della legalità, che passi attraverso la formazione e l’educazione garantite dalla Scuola e dalle altre Agenzie educative; • L’ incremento dell’occupazione, il rafforzamento delle Forze dell’Ordine e dei Sistemi di videosorveglianza nelle zone più a rischio della nostra città • L’offerta di sostegno a chi si trova in difficoltà • Il contrasto dell’avanzamento urbano incontrollato • La bonifica delle aree periferiche più degradate con l’ampliamento degli spazi e delle strutture destinate alla socializzazione Fondamentalmente ognuno di noi deve avere un ruolo attivo nella città per renderla più sicura. “Bisogna essere attori nel rispettare e far rispettare le regole per realizzare la sicurezza partecipata”
FASE FINALE Tutto il percorso formativo svolto sarà illustrato attraverso una presentazione in Power Point. Per realizzare il mandato di diffondere la conoscenza dei diritti, si programma: 1. Consegna alle scuole del territorio della mappatura degli Enti istituzionali e Associazioni che intervengono a favore dei diritti del cittadino. 2. Consegna alle scuole del prodotto finale. 3. Consegna e commento del prodotto finale alle scuole viciniori 4. Realizzazione di una trasmissione radiofonica via web sull’attività svolta.