IIS di I grado "Mino da Fiesole"
Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Mino da Fiesole classe II B testimonia l'articolo 23
Articolo 23
Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro
la disoccupazione.
Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Mino da Fiesole classe II B testimonia l'articolo 23
Abbiamo capito che vivere vuol dire convivere, perciò vogliamo realizzare il nostro sogno: diventare, con i nostri coetanei di tutto il mondo, cittadini del mondo!
Sappiamo bene che per realizzare ciò occorre essere consapevoli, informandoci, documentandoci, conoscendo il passato, sapendo chi è e come vive chi ci sta accanto e chi abita lontano dalla nostra realtà. Ci siamo dunque messi al lavoro...
Il nostro filo conduttore è stato la STORIA : attraverso di essa abbiamo capito che I fatti, i cambiamenti i passaggi da una civiltà all’altra... nel corso dei secoli sono stati legati al convivere fra gli uomini sempre regolato dai diritti e doveri reciproci E’ un equilibrio molto incerto che spesso si rompe, allora ci sono i conflitti,le prevaricazioni,la violenza, la disperazione. Abbiamo capito che fin dalle epoche più antiche sono esistiti uomini saggi che hanno cercato di mantenere l’equilibrio con leggi più o meno efficaci: il confronto fra cittadini nell’agorà dei Greci, il Diritto romano,la Magna Charta nel Feudalesimo,la dichiarazione
d’Indipendenza degli Stati Uniti e quella dei Diritti dell’uomo con la Rivoluzione francese, la Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo del
1948.
Abbiamo notato che l’idea di diritto umano è andata evolvendosi nel tempo: prima si pensava ai diritti del singolo individuo, poi a quelli dell’intera Umanità. Infatti gli storici hanno diviso i Diritti in quattro generazioni, ma pensano che ancora ci sarà un’evoluzione e che le generazioni aumenteranno. La conoscenza dei Diritti umani, così come sono presentati nella Dichiarazione del 1948 ci ha resi consapevoli della loro importanza fondamentale per realizzare il nostro sogno di un mondo basato sulla convivenza, ma ci siamo anche resi presto conto che purtroppo ancora questi principi non tutti li conoscono, qualcuno fa finta di niente, qualche altro ci si oppone con violenza.
Diritti civili, sociali, politici, culturali: sono tutti collegati fra loro ma quello al lavoro, l’Articolo 23, è il più importante fra tutti perché il lavoro è alla base di ogni Democrazia. Anche qui la Storia ci è stata di aiuto perché grazie al nostro Archivio storico di Fiesole abbiamo potuto scoprire le attività e le condizioni di vita dei lavoratori fiesolani del passato. Poi, l’Ufficio di statistica demografica ci ha fornito i dati che riguardano il presente. Abbiamo incrociato tutti dati e abbiamo tratto le nostre conclusioni.
Contemporaneamente abbiamo tenuto d’occhio tutto quello che secondo noi sta avvenendo nel mondo che in qualche modo ha a che fare con l’art.23: ci siamo imbattuti in storie di razzismo, sfruttamento di minori, schiavitù, gente fuggita da guerre e disastri che si è ritrovata a inventarsi una nuova vita in un mondo sconosciuto. Abbiamo voluto fissare qualcuna di quelle storie vere e ne abbiamo inventate di altre per immedesimarci nei problemi di tanta gente.
Inoltre abbiamo chiesto un aiuto al nostro sindaco che da pochi mesi ha ricevuto l’onore di essere nominato Difensore civico dei Diritti dei bambini. Noi eravamo presenti alla cerimonia e da quel momento ci siamo sentiti davvero tutti felici perché sappiamo che i nostri diritti qualcuno qui li farà valere.
E il resto del mondo? Certo non dappertutto il lavoro è un Diritto.
Attraverso l’Ente locale abbiamo contattato persone competenti che dall’anno prossimo ci faranno con‐vivere attivamente con coetanei di Paesi come il Ciad o l’Angola dove “Diritto” è ancora una parola rara.

