Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Ridolfi testimonia l'articolo 4


Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

 

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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Ridolfi testimonia l'articolo 4



La classe II E e il Coro Multietnico dopo aver  letto la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, hanno pensato di analizzare l’articolo 4 dal momento che aveva suscitato l’interesse della gran parte degli alunni. Si è partiti subito alla ricerca di materiale per informarsi sul fenomeno della schiavitù, partendo dalle epoche passate fino ai nostri giorni. Abbiamo messo in comune quanto trovato e abbiamo creato una bibliografia cartacea in cui abbiamo raccolto non solo i titoli dei libri che trattavano l’argomento, ma anche stilato una raccolta di siti e filmati  e poi il tutto è stato messo a disposizione in modo che fosse consultabile dai ragazzi. Dopo uno studio approfondito, abbiamo diviso il Progetto in fasi (qui di seguito riportate) in modo da non perdere di vista l’obiettivo.
-   Analisi della schiavitù sotto un profilo storico, dall’Antico Egitto, al Codice di Hammurabi, all’Antica Grecia, a Roma fino al Medioevo e al  fenomeno  macroscopico verificatosi durante l’Età Moderna  della tratta degli schiavi del “commercio triangolare”.
    Studio della lunga strada dell’abolizionismo per ribadire uno dei diritti umani naturali ed inalienabili: il diritto alla propria libertà. Dalla Magna Charta Libertatum del 1215 fino alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, passando per  la Dichiarazione d’Indipendenza del 1776, per  la Costituzione  degli Stati Uniti d’America del 1787, la Convenzione internazionale sulla schiavitù di Ginevra del 1926, senza trascurare la Costituzione Italiana.
-   Approfondimento storico, legato al programma della classe seconda, sugli schiavi del lavoro della Rivoluzione Industriale: uomini, donne e bambini privati di ogni diritto per guadagnare un tozzo di pane, succubi di orari di lavoro massacranti e di padroni disumani, dimenticati da tutti, in balìa di un destino crudele che li ha visti immolati in nome del progresso e del denaro.
-  Visita d’istruzione al villaggio operaio di  Crespi d’Adda: esempio di come un capitano d’industria illuminato si è preso a cuore la sorte dei suoi operai, creando un luogo dove il suo opificio dava lavoro a circa 4000 operai  le cui famiglie  avevano a disposizione una casa confortevole, cure mediche in caso di malattie, una scuola per i loro figli, un asilo nido per le madri lavoratrici, bagni pubblici e docce per curare l’igiene e dove perfino la vita spirituale era curata dal momento che venne fatta  costruire una chiesa. Il villaggio di Crespi è l’esempio perfetto di come avrebbe dovuto svolgersi la vita degli operai anche in altri paesi dove si sviluppò la Rivoluzione Industriale, non schiavi del lavoro, ma uomini liberi.
-  La drammatizzazione del capolavoro di Charles Dickens: “Oliver Twist”, emblema dell’infanzia sfruttata, ignorata, avvilita dell’800, schiava degli interessi di una società che vedeva nei bambini poveri od orfani, solamente forza lavoro gratuita da usare fino alla morte. Dopo aver letto il testo, abbiamo  ricavato un copione e ciascuno di noi alunni ha interpretato uno dei personaggi (recitando anche battute in inglese). Nella drammatizzazione ha un ruolo importante anche il Coro di Istituto che è intervenuto con canti, danze e interpretando  le parti secondarie (avventori di un pub, donne al mercato, folla).
-  Studio degli spirituals e work songs come espressioni musicali e testimonianze importanti di quel drammatico periodo.
-   Anche le canzoni d’autore possono sensibilizzare le persone su temi importanti e complessi come la libertà di parola, di credo religioso, la pace… ai nostri giorni molti sono gli autori che testimoniano con la loro arte i diritti umani e che si impegnano per l’affermazione dei diritti civili.  In classe abbiamo scoperto nuovi cantanti quali Bob Dylan, Joan Baez , Giorgio Gaber, Sting che con le loro canzoni hanno denunciato violenze. Venendo all’articolo 4 da noi preso in considerazione, abbiamo analizzato ed eseguito le seguenti canzoni: We shall overcome (utilizzata nelle marce della pace volute da Martin Luther King) Batti Cinque, La libertà, Oh Freedom, Sweet low Chariot, Pensa, Blowing in the wind.
-   Ricerca sugli schiavi moderni: bambini che lavorano nelle piantagioni di cacao e caffè o nelle tessiture o nelle fornaci di mattoni, bambini soldato e bambini usati a scopo sessuale. Un esempio per tutti: Iqbal masih, il bambino pakistano che si ribellò al suo padrone e agli interessi di chi lo aveva incatenato ad un telaio, pagando con la morte il suo coraggio.
-  Infine abbiamo realizzato una mostra grafico-pittorica (che abbiamo esposto su pannelli ed aperta al pubblico)  intitolata “Volti negati” una raccolta di volti di  schiavi ritratti usando una tecnica particolare in bianco e nero che sfuma i contorni perché abbiamo voluto rendere chiaro che erano persone a cui la storia ha negato un’identità.
Il progetto per noi tutti è stato appassionante e coinvolgente, ci ha aperto gli occhi su un fenomeno che credevamo scomparso, invece purtroppo è ancora presente sotto forme subdole e nascoste; ci ha resi più consapevoli dei nostri diritti, ma ci ha anche  resi coscienti che certe realtà esistono perché nessuno parla e nessuno denuncia ciò che accade. Crediamo che la nostra coscienza di cittadini ora più che mai ci imponga di essere sempre vigili e attenti, facendo tesoro di ciò che abbiamo imparato.