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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Diaz testimonia gli articoli 24, 27 e 29


Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, inclusa una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 27
1) Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
2) Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 29
1) Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
2) Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge al fine di assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
3) Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.

 

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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Diaz testimonia gli articoli 24, 27 e 29



Queste, in sintesi, le riflessioni a cui il gruppo è giunto.

• Il riposo, il tempo libero e lo svago, oggi, ci sembrano scontati, ma questi diritti sono stati conquistati, tutto sommato, da poco tempo. Tanti bambini, ancora oggi, non hanno tempo libero, e tante persone in passato non hanno goduto di questo diritto.
• Il gruppo ritiene che il tempo libero sia molto importante durante tutta la vita di una persona, ma particolarmente nell’età giovanile, in cui si forma la personalità dell’uomo di domani. Il tempo libero è lo sfogo della mente, attraverso il quale la persona può esprimere ciò che ha dentro, manifestare il proprio mondo interiore.
• Chi non ha tempo libero è una persona morta, una specie di robot che fa solo il suo dovere per sopravvivere e basta. Senza riposo gli uomini sarebbero delle macchine “sempre a disposizione”, che lavorano sempre e non si fermano mai. Il riposo ci rende più umani, ci fa capire che non siamo automi, ma esseri viventi che ogni tanto si devono fermare a riprendere fiato.
• Il riposo inoltre ci permette di affrontare meglio la giornata, compiendo con maggiore attenzione e consapevolezza tutte le azioni che dobbiamo eseguire. Una persona che non sgombra ogni tanto la mente affronta male quello che vive. Il gruppo ritiene questo diritto la conquista che ci rende veramente persone e non macchine.
• Il gruppo si sente responsabile per tutte quelle persone che non  possono godere di questo diritto; invita, quindi, tutti coloro che possono esercitarlo, ad aiutare quelli che purtroppo ancora non possono farlo.
• Il tempo libero va utilizzato in modo dignitoso e decoroso, nonché produttivo. Per questo il gruppo segnala l'art. 27, in cui viene ribadito il diritto a partecipare ai momenti culturali, scientifici e letterari della propria comunità, e ad interessarsi agli hobby o alle attività ricreative che più si preferiscono. Ritiene, infatti, che questo tipo di attività sia indispensabile per esprimere e realizzare la persona, e che la mancanza della possibilità di interessarsi alla cultura e alle arti limiti in forma grave l'essere umano, perché non stimola la sua capacità di capire appieno la realtà, anche in modo critico.
• Il gruppo non vuole sottolineare semplicemente il diritto al gioco, ma il diritto a non sprecare il tempo libero in modo insensato. A tale proposito ricorda i numerosi casi di ragazzi che, annoiati dalla loro vita o non contenti dei loro passatempi, compiono atti di vandalismo oppure si avvicinano all'alcool o alla droga.
• Dal questionario somministrato ai ragazzi della scuola sono emersi due dati interessanti:
• Quasi tutti i ragazzi della scuola praticano uno sport in modo continuativo, e con soddisfazione, anche se molti di loro non so autonomi nei loro spostamenti a causa delle distanze e della mancanza di mezzi pubblici che possano favorire e facilitare lo svolgimento delle loro attività
• Quasi nessuno dei ragazzi coltiva interessi di tipo culturale, artistico o scientifico.
Questo vuol dire che la loro crescita non sta avvenendo in modo completo ed equilibrato, soprattutto per quanto riguarda la formazione di un senso critico, capace di capire la realtà e di assumere nei suoi confronti un atteggiamento critico e responsabile.
• La realtà della nostra scuola è quella di una città di provincia, simile a tantissime altre realtà italiane, forse, anzi, più fortunata di tante altre. Sicuramente nelle grandi città i ragazzi hanno maggiori possibilità di scelta e di fruizione rispetto a interessi e stimoli (basti pensare, per la nostra scuola, alle vicine Milano, Monza, Como…), ma accettare questa situazione vuol dire ammettere che ci siano ragazzi di “serie A” e ragazzi di “serie B”.
• Il gruppo ribadisce la necessità che le Amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionali, nonché il Governo Centrale del Paese, attribuiscano al problema un’alta priorità (anche economica) nell’agenda dei loro lavori,  ritenendo che la formazione di adulti maturi e consapevoli sia non una spesa, non un lusso, ma una necessità e un in vestimento sicuro a medio e lungo termine per una Nazione che voglia definirsi civile, progredita e aperta al futuro.
• Il gruppo ritiene, infine, (alla luce dell’art. 29) che ogni persona ha il diritto/dovere di impegnare il suo tempo libero anche per attività gratuite che aiutano a migliorare la società, fornendo magari un servizio per le persone più in difficoltà, in applicazione dei principi di solidarietà e di sussidiarietà. Ogni persona ha il diritto/dovere di agire nel mondo in cui vive per poterlo migliorare e aiutare gli altri a vivere meglio.