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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Di Vona-Speri testimonia l'articolo 26


Articolo 26
1 Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria.
2 L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana e di rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentale. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutti le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’ opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

 

   vai al video realizzato dalla scuola

 

   Le valutazioni finali dei ragazzi

Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Di Vona-Speri testimonia l'articolo 26



Il percorso che i ragazzi hanno fatto come TESTIMONI DEI DIRITTI, in relazione all’articolo 26, è stato interessante e produttivo sotto molti aspetti  e per questo ringraziamo coloro che hanno pensato a questo progetto come occasione reale d’incontro tra la scuola e il mondo reale, quello che sta al di là del “nostro cortile”.
La ricerca ha costituito per tutti:

 Un’occasione di riflessione sul significato più profondo di “istruzione”,  che deve mirare
            al pieno sviluppo della personalità umana e del senso della sua dignità e rafforzare il rispetto  
            per i diritti umani e le libertà fondamentali; questo ha permesso ai ragazzi di comprendere che
            l’istruzione non può essere vissuta in modo strumentale al fine del raggiungimento di un titolo di
            studio che apra le porte al lavoro di domani, ma che l’istruzione è un processo più ampio e
            globale di sviluppo dell’intera loro personalità;  
                    
 Un’occasione di studio della realtà territoriale entro la quale opera la nostra scuola, cioè la porzione di territorio compresa dal Consiglio di zona 2 e dal Consiglio di zona 3; in questa fase i ragazzi hanno toccato direttamente con mano ciò che significa rispetto di un diritto enunciato, dal momento che si sono resi conto come in una realtà, pur ricca di offerte come Milano, manchino spazi adeguati alla loro crescita, spazi liberi in cui possano crescere insieme senso di responsabilità e confronto con i pari;

 Un’occasione di ripensamento della propria condizione adolescenziale, apparentemente ricca di stimoli, di opportunità di sperimentare varie attività di carattere sportivo o culturale o ludico, ma molto povera della condizione di fondo per una crescita responsabile e del tutto autonoma che è la libertà di scegliere, anche di come usare in modo creativo e condiviso uno spazio non strutturato, ma dove sia necessario mettersi in gioco; visione del tutto differente da quella dell’articolo di giornale letto in classe “Bimbi chiave o bimbi agenda, ma sempre soli”;

 Un’occasione di rilevazione, tramite la somministrazione di questionari ai compagni di pari età e ai loro genitori, su come anche gli altri possano sentire gli stessi bisogni di incontro, di confronto, di condivisione di interessi e giochi che non passino solo ed esclusivamente tramite la rete e in modo sempre più virtuale e poco concretamente vissuto;

 Un’occasione di incontro soprattutto con chi opera davvero nel sociale ed è portatore e testimone di esperienze di grande contenuto: a partire dall’incontro con la senatrice Barbara Contini che ha penetrato gli animi dei ragazzi con gli esempi della sua concreta azione politica, ridando senso e contenuto a quello che dovrebbe essere il compito di un vero politico: intervenire nelle situazioni per tentare di rispondere ai bisogni reali delle persone che, votando, delegano ai politici la soluzione dei problemi che la realtà impone; e poi l’incontro, tramite una serie di interviste, con coloro che più operano nel sociale a contatto con i ragazzi: dirigenti o ex dirigenti di scuola,  rappresentanti dei Consigli di zona, presidenti di circoli Arci o di Centri di Aggregazione Giovanili, sacerdoti responsabili di oratori delle zone interessate, laici che operano presso gli oratori, assessori e via dicendo. Questa è stata la parte più feconda del nostro lavoro perché ha attuato, anche se per poco, quella che dovrebbe essere una caratteristica della scuola di oggi: un’apertura reale al mondo che sta al di fuori dalla scuola perché i ragazzi possano crescere conoscendo da subito i problemi e la complessità del reale, perché solo così è possibile attivare al loro interno il senso critico  e la capacità di agire in modo responsabile e maturo: UNA SCUOLA CHE STA NELLA SOCIETA’ E UNA SOCIETA’ CHE LAVORA PER LA SCUOLA: questo è il migliore antidoto all’ incretinimento  dovuto a spettacoli come “Il grande fratello”, “L’isola dei famosi” o “Amici” di Maria De Filippi!!!!!!!