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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Bovio testimonia l'articolo 3


Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona.

 

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07 marzo 2010 Un Consiglio Comunale straordinario con dei
Il giorno 4 febbraio 2010 noi ragazzi che partecipiamo al progetto nazionale “ Testimoni dei diritti” della Scuola Media Statale “G. Bovio” siamo stati ospiti del Consiglio Comunale della nostra città in occasione di una seduta straordinaria e monotematica sulla sicurezza. Erano presenti anche il Procuratore della Repubblica, i Comandanti della Stazione dei Carabinieri, della Polizia Municipale, della Guardia di finanza e il Questore. La sicurezza è un tema che noi ragazzi foggiani sentiamo molto vicino… anzi, lontano, visto che nella nostra realtà la sicurezza è solo una lontana illusione. A Foggia , una città onorata in tutta Italia per il fatto che le è stata conferita la medaglia d’oro al valore civile e a quello militare, la situazione è infatti particolarmente drammatica, come emerso dal rapporto Eurispes 2009 che l’ ha classificata al sesto posto tra le città dove è più pesante l’ infiltrazione mafiosa, rapine, estorsioni…Si avverte la necessità di interventi immediati, tanto che l’ assise è stata convocata in base ad una mozione congiunta di maggioranza ed opposizione superando per una volta inutili divisioni di parte . Ha introdotto la riunione il Presidente del Consiglio il quale, dopo aver salutato noi ragazzi e sottolineato la funzione sociale della scuola, ha affermato che la gravità della situazione richiede interventi urgenti e non vuota retorica ed ha richiamato tutti a comportamenti coerenti con le dichiarazioni di principio (della serie “si predica bene e si razzola malissimo”). La parola è poi passata all’Assessore alla sicurezza e alla legalità la quale ha illustrato i possibili rimedi che questa Amministrazione propone per migliorare la situazione della sicurezza e della legalità. Ha spiegato il senso del termine “sicurezza“, inteso come “buona salute” del tessuto sociale, da raggiungere anche attraverso l’ampliamento degli spazi e delle strutture destinate alla socializzazione, il contrasto dell’avanzamento urbano incontrollato, il pattugliamento nelle zone più frequentate e più a rischio, l’ attivazione del servizio civico volontario ed anche con l’attuazione del “Patto sulla Sicurezza”. Occorre bonificare le aree periferiche più degradate, non lasciare i quartieri a sé stessi; creare circoli culturali o artistici che favoriscano la crescita collettiva. La “partecipazione attiva” di tutti può essere il primo strumento per contrastare realmente questo problema. Ha proposto, dunque, un salto di qualità. I consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno espresso per una volta molte opinioni simili ed hanno condiviso soluzioni (anche se, rispettando la convinzione generale secondo la quale maggioranza e opposizione non possono essere d’ accordo, continuavano a “ fare a gara” per ripetere gli stessi concetti…). Partivano è vero da differenti premesse (attacco al pacchetto sicurezza del Governo che taglia le spese di polizia e diritto all’indennità di disoccupazione o al contrario lotta all’immigrazione clandestina ) per pervenire ad analoghe conclusioni. Un consigliere ha affermato: “La legalità non è di destra né di sinistra. La legalità è un valore fondamentale al quale dobbiamo aspirare fin da giovani, assumendoci tutti l’impegno di esserne testimoni. Le Istituzioni sono vicine ed aiutano”. Noi non possiamo che condividere tale dichiarazione ! E’ stata votata all’unanimità dell’assemblea la destinazione a scopi sociali dei beni confiscati alla mafia . E’ opinione diffusa che omertà ed indifferenza siano all’ origine di moltissimi problemi che affliggono la nostra città. Molti interventi infatti hanno denunciato una dolorosa realtà : i nostri concittadini si stanno abituando all’influenza della mafia nella vita di tutti i giorni, sembrano essersi rassegnati; sono troppi coloro che vivono con naturalezza episodi di bullismo o di vandalismo fino ad arrivare addirittura all’ omicidio di un ragazzo( in quella che comunemente viene chiamata “ piazzetta”) nella completa indifferenza dei passanti . L’ idea di legalità come rispetto delle regole (dalle più elementari fino alla prevenzione dei delitti) deve essere radicata nella cittadinanza , per questo alcuni consiglieri hanno proposto attività per diffondere questa cultura, alla base di qualunque società democratica. Inoltre è stato evidenziato ( come emerso anche nelle indagini svolte da noi Testimoni dei diritti ) che i cittadini percepiscono più pericolosi per la sicurezza gli extracomunitari e i piccoli bulli, piuttosto che i mafiosi. Il pizzo richiesto ai commercianti o l’infiltrazione mafiosa tramite riciclaggio riguarda solo alcuni e non tutti i cittadini, mentre i rom o i lavoratori extracomunitari clandestini che vivono in assoluto degrado nelle strade sono pericolosi per tutti e possono solo essere delinquenti. Per controllare e prevenire la diffusione di fenomeni mafiosi nel nostro territorio è stata proposta la mozione dell’istituzione a Foggia di un Osservatorio sulla legalità e per rendere più tangibile la presenza della “giustizia nel nostro territorio si è proposta l’istituzione di una sezione della Corte di Appello a Foggia (adesso c’è una sezione distaccata di Bari ). Noi ragazzi, testimoni di diritti, e non solo, vorremmo crescere serenamente in una città migliore e pensiamo che non basti la repressione ed il controllo delle forze dell’ordine: l’installazione di impianti di videosorveglianza in luoghi pubblici ci fa vedere le immagini di ragazzi che incendiano cassonetti o che rapinano per acquistare l’ultimo prodotto alla moda, un telefonino o un HI pod , ma non ci consentirà di estirpare la criminalità, perchè questa cresce sul degrado culturale dei giovani (non solo quelli delle periferie ) e sull’indifferenza della collettività. Pertanto, riteniamo necessaria la diffusione di una differente cultura basata sul rispetto delle regole, su sani sentimenti di solidarietà, integrazione dei più deboli … Nel Consiglio si è ribadita l’importanza della famiglia e della scuola, che devono riappropriarsi della funzione educativa e di esempio necessarie per la crescita serena dei giovani, a cui va restituita la speranza di un futuro migliore.

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