11
aprile
2010
Sicurezza informatica partecipata
Come abbiamo detto nel progetto finale, prosegue il nostro tour tra le Istituzioni.Il giorno 8 aprile 2010 noi, Testimoni dei Diritti, ci siamo recati nella sede della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Foggia, una "specialità" della Polizia di Stato all'avanguardia nell'azione di prevenzione e contrasto della criminalità informatica e di garanzia dei valori costituzionali della segretezza della corrispondenza e della libertà di ogni forma di comunicazione.
Siamo stati accolti da tre poliziotti, i quali, dopo averci accompagnati in una sala adibita alle conferenze, ci hanno parlato del loro lavoro e in particolar modo di come si impegnano per garantire la sicurezza a Foggia.
Innanzitutto svolgono un ruolo di informazione per far conoscere i pericoli della navigazione in rete, delle truffe e dei raggiri e per questo collaborano con molte associazioni, quali il Moige, l’Unicef, Save the Children …
Quindi hanno un compito di prevenzione attraverso un monitoraggio di tutto ciò che arriva in rete e, infine, di repressione , attuando arresti e processi penali in materia di hacking/pirateria informatica (tutti coloro che utilizzano la rete Internet per danneggiare o per colpire sono oggetto di attenzione da parte degli investigatori), telefonia (fissa, cellulare); privacy, illeciti postali, diritto d'autore/copyright video, musica, pay-tv (i circuiti di condivisione di file e i numerosi altri servizi Internet che hanno contribuito alla diffusione illegale di file hanno imposto un’attenzione operativa costante al fenomeno); pedofilia on-line (la Polizia Postale raccoglie segnalazioni e coordina le indagini sulla diffusione, in Internet o tramite altre reti di comunicazione, delle immagini di violenza sessuale sui minori) ; e-commerce; Cyberterrorismo (una squadra di investigatori monitora costantemente la rete Internet e conduce indagini specialistiche sul sempre più diffuso utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione da parte dei gruppi antagonisti ed eversivi nazionali e stranieri); vigilanza sulle frequenze radio televisive; truffe, riciclaggio, frodi con carte di credito o carte di debito, ovvero tutte le fattispecie di reato tradizionali che hanno come fine o strumento per la loro realizzazione il mezzo informatico.
Ci hanno consigliato di essere sempre attenti e responsabili quando navighiamo in Internet, perché ci sono siti “trappola” che possono portarci automaticamente in siti pornografici, incontri di chat pericolosi, e-mail minacciose, ecc. Hanno suggerito di denunciare qualsiasi reato in materia di intrusioni, danneggiamenti informatici, illeciti postali, pedofilia on-line, etc., perché si realizzi la “sicurezza informatica partecipata”.
Effettua il login o registrati, per inviare un tuo commento.