02
marzo
2010
La sicurezza partecipata
Noi ragazzi, "Testimoni dei Diritti" della Scuola "G. Bovio" di Foggia, il giorno 29 gennaio abbiamo avuto l'onore di visitare la Questura della nostra città. E quali sono i garanti del nostro diritto alla sicurezza se non le forze dell'ordine? I funzionari ed i poliziotti ci hanno accolto calorosamente e ci hanno illustrato i diversi compiti e le attività svolte. Hanno riportato alla nostra mente tutti gli operatori che lavorano in questura, rappresentati da immagini cinematografiche di poliziotti su velocissime volanti all'inseguimento di delinquenti e dal RIS che indaga sulle scene del crimine con avveniristici strumenti. Infatti c'è un'intensa organizzazione interna che permette il lavoro sul territorio. Abbiamo visitato la sala operativa, dove abbiamo finalmente scoperto chi risponde se chiamiamo il famigerato "113". Nessuno di noi sapeva che la città si divide in sei zone di competenza, quattro affidate alla polizia e due ai carabinieri, che cambiano periodicamente. Abbiamo visitato l'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, il cosiddetto Ufficio volanti, dove siamo diventati, momentaneamente, tutti grandi intenditori di auto e moto, e così qualcuno ha potuto realizzare il suo sogno di sedersi in una volante e scoprirne i mille segreti. E poi... eccoci ad indagare sulla "scena del crimine": indossati i guanti con la fantasia, abbiamo preso le impronte digitali. E' stata una grandissima soddisfazione, anche se le impronte erano le nostre e non abbiamo arrestato nessun criminale... ma abbiamo una "bellissima" foto segnaletica di una nostra compagna. Abbiamo poi incontrato il Questore che ci ha illustrato il suo compito, forse non tanto "cinematografico", ma certo molto importante ed impegnativo. Abbiamo discusso con lui della "sicurezza partecipata", cioè del ruolo che ognuno di noi ha per rendere la nostra città più sicura: essere attori nel rispettare e far rispettare le regole, non lasciando questo ruolo solo ai tutori della legge.
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