02
marzo
2010
il Vangelo: vademecum della sicurezza
Il giorno 11/02/2010 abbiamo partecipato ad un incontro nella sede della Archidiocesi di Foggia per ascoltare le testimonianze di varie persone impegnate nella Chiesa e, quindi, per sapere che cosa fa la Chiesa per garantire la sicurezza nel nostro territorio. E’ stata un’esperienza molto importante, perché i nostri interelocutori ci hanno fatto capire che, prima di parlare di insicurezza e mancanza delle forze dell’ordine, dobbiamo essere noi i primi ad amare e ad avere un’identità ben precisa di cristiani. Ci hanno incoraggiato ad essere testimoni credibili, sale della terra nel nostro piccolo e nel nostro territorio, a “fare la nostra parte”. Erano presenti Don Pino Ruppi, parroco della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù del rione Candelaro (non certo uno dei rioni più sicuri della nostra città); l’avv. Luigi D’Alessandro, responsabile del Consultorio “Il Faro” e impegnato nel post cresima; don Francesco, attualmente impegnato a Napoli nel centro educativo Don Bosco, ma per molti anni ha guidato l’oratorio del Sacro Cuore; ed infine Maria Teresa Tricarico, direttrice della Caritas diocesana di Foggia – Bovino.
Si è parlato degli oratori , cioè dei laboratori in cui si evangelizza e si educano i giovani alla convivenza civile. E’ stata evidenziata l’importanza di un’azione di promozione sociale, soprattutto fra i giovani (ad esempio il doposcuola, spettacoli e musical...). Bisogna “stare con”, dialogare, accogliere i bisogni, investire sulla prevenzione e sull’educazione. La Chiesa ha il compito di educare, come le “altre” istituzioni, ai diritti e ai doveri. Si è parlato anche del sistema a rete o cordata fra le istituzioni, come sta accadendo nella rete PENELOPE tra la Parrocchia Sacro Cuore e istituzioni quali Comune, Città Educativa, ecc ….
E’ stato sottolineato che la Chiesa ha una gran responsabilità, ma oggi spesso ai cristiani manca una vera identità. I cristiani non sanno esprimere il Vangelo, che è il vademecum della sicurezza. Diceva don Bosco che bisogna essere “onesti cittadini e buoni cristiani secondo il modello di Gesù ...”. Catechesi , liturgia e carità sono i pilastri delle relazioni sociali: se il cristiano ha incontrato Cristo, è autentico nel quotidiano e darà un contributo alla sicurezza. Concretamente ci è stato presentato il lavoro svolto dalla Caritas, il cui primo compito è quello di far scoprire ad ogni assistito il suo essere effettivamente una persona e dimostrargli che Dio la ama. La Caritas foggiana gestisce due case di accoglienza per gli uomini (Santa Maria del Conventino con 25 posti letto e Santa Elisabetta con 19-20 posti letto), e tre per le donne (Madre Teresa di Calcutta, Santa Rita da Cascia e Vita Più). Inoltre ci sono volontari che mettono a disposizione le loro capacità culinarie per preparare cibi per la mensa dei poveri ed aiutare nella distribuzione dei pasti. Secondo i dati che ci hanno fornito, non solo gli extracomunitari usufruiscono della presenza di tali strutture e aiuti , bensì una grande percentuale di cittadini foggiani.
Durante l’incontro abbiamo anche toccato parecchi punti che in un modo o nell’altro evidenziano l’importanza della sicurezza; abbiamo parlato della Costituzione , che nell’ articolo 27 mette in evidenza l’importanza della pena basata sul principio di rieducazione e quindi delle pene ingiuste e dell’importanza del perdono verso uomini che, molto spesso, commettono reati per ribellione (“dietro ad un delitto c’è sempre un problema”) .
L’ incontro si è concluso con un’importante citazione di Falcone : “ Chi ha coraggio vive una volta sola , chi ha paura muore ogni giorno” .
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