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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Leonardo da Vinci testimonia l'articolo 16


Articolo 16
Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti
riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

 

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29 marzo 2010 I matrimoni religiosi e civili in Italia :statistiche, percentuali per vedere come la società sta cambiando
I matrimoni religiosi e civili in Italia :statistiche, percentuali per vedere come la società sta cambiando
  • Anno 1991 Civili 17.47 % Religiosi 82.53%,
  • Anno 1994 Civili 19.07 % Religiosi 80.93%,
  • Anno 1995 Civili 19.98 % Religiosi 80.02%,
  • Anno 1996 Civili 20.29% Religiosi 79.71%,
  • Anno 1997 Civili 20.66% Religiosi 79.37%,
  • Anno 1998 Civili 21.59% Religiosi 78.41%,
  • Anno 1999 Civili 23.04% Religiosi 76.96%,
  • Anno 2000 Civili 24.67% Religiosi 75.33%,
  • Anno 2001 Civili 27.07% Religiosi 72.92%,
  • Anno 2002 Civili 28.89% Religiosi 71.11%,
  • Anno 2003 Civili 29.39% Religiosi 70.61%,
  • Anno 2004 Civili 31.86% Religiosi 68.14%
Matrimoni Civili Per Regioni E Province Autonome.
REGIONI 2007
  • Basilicata 12.5% ,
  • Calabria 13.9%,
  • Puglia 16.2%,
  • Molise 20.4%,
  • Sicilia 20.7%,
  • Campania 21.5%,
  • Abruzzo 25.8%,
  • Marche 32.2%,
  • Sardegna 34.0%,
  • Umbria 34.0%,
  • Lazio 37.7%,
  • Veneto 42.4%,
  • Piemonte 44.1%,
  • V. Aosta 44.9%,
  • Lombardia 45.3%,
  • Prov. Trento 47.1%,
  • Toscana 49.1%,
  • Emilia Romagna 49.9%,
  • Friuli V.G. 50.7%,
  • Liguria 51.3%,
  • Prov. Bolzano 59.6%,
Riflessioni sulle statistiche
I matrimoni religiosi celebrati in Italia nel 2004 sono stati molto meno di quelli del 1991 :si passa dall’82.53% al 68.14%. Altra novità degli ultimi anni in Italia è il forte aumento percentuale dei matrimoni civili, che nel 2004 hanno rappresentato il 31.86% dei matrimoni, contro il 17.4% del 1991. Tendenza che, come è possibile vedere dalla seconda tabella,si sta confermando anche negli anni successivi. Esistono notevoli differenze tra le diverse aree del paese. Il matrimonio religioso mantiene invece una quota alta in quasi tutte le regioni del sud Italia, rappresentando oltre il 75% in quasi in tutte le regioni meridionali, ad eccezione dell’Abruzzo e delle provincie di Napoli, Catania e Siracusa , con punte dell’87% in Basilicata.Dai dati ISTAT del 2007, negli ultimi disponibili, si deduce che tutte le regioni a nord dell’Umbria hanno registrato percentuali superiori al 40% superiori al 50% in Trentino alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Liguria. In Emilia Romagna i matrimoni civili sono circa il 50%. Dai dati ISTAT del 2007 la provincia di Bolzano ha la più alta percentuale di matrimoni civili con il 59,56%;segue l’Emilia Romagna, la Toscana, la provincia di Trento. La più bassa percentuale di matrimoni civili è della Basilicata. ( la classe)
Perché aumentano i matrimoni civili?
Le nostre ipotesi. L’aumento dei matrimoni civili è dovuto ad una serie di fattori.Per i fatto i che divorziati, che sono in aumento, non è ammesso il matrimonio religioso cattolico.Sono aumentati i matrimoni misti e,quando uno solo degli sposi è straniero , la ragione del matrimonio civile è anche la disparità di culto.Viene rilevata da più fonti una progressiva disaffezione , in generale , verso il sentimento religioso. I matrimoni religiosi come si deduce dai dati ,sono in diminuzione. Altro fenomeno significativo è rappresentato dal fatto che i matrimoni civili hanno percentuali molto più elevate nei centri urbani rispetto che a quelli rurali. Infatti i cambiamenti sono maggiori nelle città, a testimonianza che nel centro sud e nei piccoli paesi le tradizioni sono maggiormente consolidate.( la classe)
Informazioni sull’età nella quale si contrae il matrimonio
Un aspetto significativo dei cambiamenti riguardanti il matrimonio è rappresentato dall’età media in cui si contrae , che nel 2007 è stata di 32,64 anni per gli uomini celibi e 29,93 per le donne nubili. Per i divorziati l’età sale a 47,87 anni per gli uomini e 48,93 per le donne. A titolo di confronto per tutti gli anni ’70 del XX secolo, l’età media era stata di circa 27 anni per gli uomini e inferiore ai 24 anni per le donne.Solo il 70% dei 35enni del 2005 è sposato, a fronte dell’85% di 15 anni prima. i dati però sono disomogenei tra le diverse aree geografiche d’Italia. Mentre il tasso di nunzialità del centro sud è 4,9 ogni mille abitanti; questo indicatore scende a 3,8 nel nord.( Giorgio, Giulia)



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