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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Leonardo da Vinci testimonia l'articolo 16


Articolo 16
Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti
riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

 

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30 marzo 2010 Alcune riflessioni sulle interviste
I nonni a cui è stato somministrato il questionario ( prevalentemente nonne), hanno una età che va dagli 85 ai 63 anni.
Le famiglie degli intervistati sono quasi tutte toscane ( le altre della Campania, Sardegna, Lazio, Abruzzo, Umbria).
Il padre dei nostri nonni aveva generalmente un livello di istruzione basso ( da non aver frequentato alcuna scuola, ad aver frequentato la II, III, V elementare); la loro attività era: agricoltore, mezzadro, bracciante, operaio; raramente impiegato, artigiano, ingegnere.
I nostri nonni erano operai, impiegati, commercianti, agricoltori, solo un nonno era direttore di banca.
Dai racconti scaturiti dalle risposte al questionario, abbiamo potuto capire quali erano le loro abitudini di vita, i loro rapporti con i genitori, i loro sentimenti.
I nonni raccontano di aver deciso in piena autonomia nella scelta matrimoniale e semmai, per alcuni, di aver tenuto conto del parere dei genitori. Quando erano fidanzati si incontravano nell’ambiente di lavoro (campi), in paese, alle feste religiose, a ballare. Dopo i festeggiamenti del matrimonio quasi tutti hanno fatto la luna di miele, anche se in località non distanti da casa, oppure a Roma, lago di Como, altre località italiane, spesso ospiti di parenti.
Raccontano di aver vissuto in genere in abitazioni indipendenti dalle famiglie di origine; alcuni con i suoceri soprattutto nei primi anni del matrimonio.
Nella famiglia di origine dei nostri nonni, il padre comandava; quasi sempre la madre era casalinga o lavorava nei campi, oltre a svolgere le faccende domestiche, accudire i figli, cucinare, servire a tavola, etc. Il padre era ritenuto il capo famiglia, lavorava, non collaborava nelle faccende domestiche nè tantomeno si preoccupava di accudire i figli.
Nella famiglia dei nonni lavorava il nonno e in qualche caso anche la nonna, tuttavia le faccende di casa, la cucina,la custodia dei figli era prerogativa della nonna.
I nostri nonni non avevano tempo libero, qualche volta uscivano insieme ( la domenica, durante le vacanze estive), solo il nonno poteva uscire la sera per ritrovarsi al bar per giocare a carte.
I genitori dei nostri nonni non erano particolarmente affettuosi con i figli i quali non ricevevano coccole, baci, carezze; semmai era la mamma a manifestare maggiore affettuosità.
Quando i nonni si rivolgevano ai loro genitori, agli anziani, ai suoceri, spesso usavano l’allocutivo “Voi” o “Lei”; fra genitori e figli non vi era molto dialogo, molta libertà di esprimersi; i figli non replicavano ne contestavano mai ciò che veniva comandato e ordinato.

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