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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Fratelli Sommariva testimonia gli articoli 1 e 2
Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
vai al video realizzato dalla scuola
07
aprile
2010
U.S.A.
IIIB - Anche negli U.S.A. ci sono diritti umani non rispettati...noi li abbiamo trasformati in un dialogo tra detenuti.
Tu perché sei dentro?
Eh, ho colpito alla testa mia moglie...litigavamo...
Io sono stato accusato di aver rapinato una banca, in realtà passavo di lì per caso, non è colpa mia! E tu? Davis, giusto? Tu per quale motivo ti trovi in nostra compagnia?
Io sono stato condannato a morte, ma sono innocente
Seee, dicono tutti così...ops!
Zitto! Raccontaci la tua storia
Nel 1991 stavo mangiando da Burger King, nella mia città, Savannah, in Georgia, quando, durante una rissa a cui ho assistito nel parcheggio, un poliziotto è stato ucciso. Io mi trovavo con i miei amici, così siamo intervenuti per calmare gli animi, ma lo stesso qualcuno ha sparato. L’arma del delitto non è stata trovata.
Beh, se te ne stavi per conto tuo era meglio...
Ma vuoi stare zitto? Voglio sapere come è andata!
È andata che 9 persone hanno testimoniato di avermi visto compiere l’omicidio, al buio, ma 7 di esse hanno ritrattato dopo il processo, dicendo di essere state torchiate dalla polizia, mentre delle due rimanenti, una mi ha riconosciuto all’improvviso dopo due anni dal fatto, l’altra sembra essere un sospettato più credibile di me. Io sono, no, scusa, ero un allenatore sportivo, lui è uno sbandato.
Ma perché sei ancora qui? La verità mi sembra chiara.
Non mi è mai stato concesso un nuovo processo e non capisco il perché. Quello che so è che dal 1991 la mia esecuzione è stata continuamente rimandata. È stato violato il mio diritto alla difesa e, se volgiamo, anche quello alla libertà. La mia vita è stata rovinata. Se questa vicenda si concluderà, dopo 19 anni, nel peggiore dei modi, morirò, ma se anche riuscissi a provare la mia innocenza di fronte a un tribunale, come potrò vivere ormai una vita normale?
Tutto questo, perché?
Mah, sarà perché ho la pelle scura?
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