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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Fratelli Sommariva testimonia gli articoli 1 e 2
Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
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05
febbraio
2010
Martina, classe 3^C
La condizione della donna nella società contemporanea è un argomento assai complesso che, al tempo stesso, suscita curiosità.Benché la posizione dell’essere femminile sia notevolmente migliorata rispetto al nostro passato, purtroppo restano molti ostacoli da superare.Desidero soffermarmi sull’aspetto italiano di questo problema perché è forse quello che conosco un po’ di più, inoltre penso che, prima di esprimere opinioni riguardo altre culture, sia necessario conoscerne la storia, le tradizioni e gli usi.Per facilitarmi nell’esposizione di questa tesi inizio col parlare di me stessa, una ragazzina di tredici anni che si sta affacciando al complicato mondo degli adulti.In ambito familiare la situazione é buona, poiché le donne godono di rispetto e stima. Cito l’esempio della nonna, madre di tre figli, che ha contribuito notevolmente a rendere importante un’attività commerciale e a farla prosperare; la mamma é lavoratrice dipendente e ottima direttrice della nostra casa, ed infine io, per quanto piccola, mi sento tenuta in considerazione.Dovendo allargare la visione mi accorgo che il problema “donna” si presenta già nell’età scolare, perché l’aspetto esteriore conta molto nelle relazioni con i coetanei di sesso maschile. Purtroppo, questa concezione di bellezza rimane anche nella mentalità degli adulti, ma in questo caso un disagio può diventare una vera preoccupazione.Nello specifico mi riferisco ad alcuni annunci di lavoro che mi é capitato di leggere sfogliando un quotidiano: “Cercasi ragazza bella presenza, massimo venticinque anni …”. Mi sono resa conto immediatamente dei limiti che vengono posti alle donne alla ricerca di un’occupazioneDelle conversazioni degli adulti, poi, mi turbano i discorsi sulle difficoltà che vive l’essere femminile nel conciliare la famiglia con il lavoro.Inizio a rendermi conto di quanto sia stato difficile per la donna lottare per vedere riconosciuti i propri diritti, perché essi venissero rispettati. Ma il prezzo che sta pagando é tuttora molto caro.Ci sono, infatti, sempre più donne in preda all’esasperazione perché non riescono a mettere d’accordo gli impegni delle loro giornate. Esse hanno quasi tutto il peso delle fatiche casalinghe e pur lavorando duramente spesso non sono retribuite adeguatamente. Inoltre vengono frequentemente “abbandonate” ai loro problemi mentre si esige da esse la soluzione di ogni questione.Sono certa di quanto lavori una donna perché vedo mia mamma correre dal mattino alla sera, mangiare di corsa perché ha i minuti contati e sbirciare la televisione mentre stira. Lo spazio che ritaglia per le sue necessità personali é davvero breve e provo per lei molta tenerezza.Non ho soluzioni efficaci da proporre, ma affermo che se la collettività iniziasse a valorizzare i sentimenti e l’intelligenza delle donne, esse si sentirebbero più apprezzate e contribuirebbero a rendere il loro mondo migliore.Inoltre so che la strada che dovrà percorrere l’essere femminile é ancora molto lunga e dovrà la società intera muoversi con lei.
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