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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Fratelli Sommariva testimonia gli articoli 1 e 2
Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
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05
febbraio
2010
Francesco P., classe 3^C
Fin dai tempi antichi l’uomo è sempre stato privilegiato rispetto alla donna, che invece era discriminata e trattata come una schiava. In questi ultimi anni sembra che le differenze fra uomo e donna non ci siano più, ma questo succede solo nei paesi più sviluppati, perché in molti altri paesi del mondo, magari più poveri o che hanno mantenuto antiche tradizioni, si sottovalutano ancora le donne.Ma anche nei paesi più sviluppati sembra che ci siano ancora delle piccole discriminazioni. Per esempio, tanti uomini pensano ancora che i lavori di casa debba farli la donna; alcuni mesi fa un ragazzo che partecipava ad un reality, in cui doveva ballare, si rifiutò di cucirsi le scarpette da ballo dicendo che quelli sono “lavori da donne”. Io penso che si sbagli perché “quei lavori” possono farli anche gli uomini e nessuno vieta alla donna di avere un lavoro importante; se la donna non può fare i lavori di casa e accudire i figli, può farlo l’uomo, che magari ha del tempo libero. E’vero che la maggior parte dei lavori importanti è ancora praticata dagli uomini e molte donne sono ancora casalinghe, a volte non per scelta propria. In alcuni paesi la situazione è ancora più seria, perché la donna viene obbligata a stare a casa con i figli e a fare la casalinga, oppure se nasce una figlia femmina, si arriva anche ad abbandonarla, perché sentita come un peso per la famiglia.Io spero che col tempo non ci sia più questo divario fra uomini e donne.Per fortuna nelle nostre case, penso di poter parlare a nome di tutti, non c’è questa discriminazione ma in altri paesi, come la Cina, c’è ancora ed è grave. Per questo dobbiamo impegnarci ad eliminare questa differenza.
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