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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Fratelli Sommariva testimonia gli articoli 1 e 2


Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

 

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09 febbraio 2010 Elena C., classe 3^C
Viviamo nell’epoca moderna e crediamo che tutti i diritti siano ormai stati acquisiti sia dall’uomo che dalla donna, invece, in alcuni paesi, la donna è ancora sfruttata e discriminata.Fortunatamente non è il caso dell’Italia, dove non c’è più discriminazione tra uomini e donne, anche se questa situazione di eguaglianza è stata raggiunta dalla donna dopo molte “battaglie” per la parità dei diritti. Anche tra le istituzioni dello Stato iniziano ad esserci più donne rispetto al passato, e questo è un fatto positivo, perché una donna può capire più facilmente i problemi del mondo femminile, e non solo.Nel campo del lavoro, la donna è al pari dell’uomo, infatti molte donne sono a capo di importanti aziende, un successo impensabile fino a qualche tempo fa.Tutto questo significa che le “battaglie” portate avanti dalla donna sono servite a qualcosa.Quando parlavo di “donna sfruttata dall’uomo” mi riferivo a tanti paesi in via di sviluppo.In alcuni di questi, la donna non può nemmeno uscire di casa, oppure deve coprirsi il volto per non farsi vedere ed è sempre sottomessa all’uomo. In certi casi questo succede anche per un’interpretazione sbagliata della religione.Un’altra conquista femminile è il diritto di voto; qualche tempo fa, in storia, abbiamo studiato il “suffragio universale maschile”, diritto di voto esteso a tutti i cittadini maschi; secondo me non era giusto che la donna non potesse votare, perché anche lei deve esprimere la sua opinione in politica.Sono passati molti anni e la situazione è cambiata, ma non dappertutto; in alcuni paesi del mondo la donna non può ancora oggi votare perché conta poco o nulla.Un altro problema che riguarda il mondo femminile è l’esempio delle molte “badanti” o lavoratrici stagionali che vengono a lavorare in Italia. Come mi ha spiegato la “badante” di mia nonna, che viene dalla Moldova, ciò che guadagnano serve al mantenimento della loro famiglia nel Paese d’origine, dove spesso lasciano anche i figli.Questo è un fatto negativo perché dovrebbe, a mio parere, essere l’uomo a svolgere un lavoro che lo tiene lontano da casa, mentre spesso egli si limita a compiere qualche lavoro saltuario e a sfruttare la situazione.In conclusione, secondo me la condizione del mondo femminile è migliorata rispetto al passato e questo è di buon auspicio per un futuro in cui la donna dovrà essere sempre più presente nella società, sia nei Paesi più sviluppati sia in quelli in cui ancora non ha ottenuto il rispetto dei propri diritti.

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