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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Fratelli Sommariva testimonia gli articoli 1 e 2


Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

 

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19 gennaio 2010 Diamoci una mano
Dopo la lettura della Dichiarazione Universale dei diritti umani e in particolare degli articoli 1 e 2 sono emerse nella nostra classe 3E queste considerazioni:                                                                            

il razzismo è un comportamento che consiste nel manifestare diffidenza e poi disprezzo per le persone che hanno caratteristiche fisiche, ma anche culturali diverse dalle nostre, professano anche altre religioni. Per queste differenze molte volte tentiamo di emarginarli e discriminarli, fermandoci soltanto all'aspetto esteriore e nutrendo dei pregiudizi nei loro confronti.

Secondo noi l'unica soluzione per rimediare e superare il razzismo è imparare a conoscersi, a parlarsi, a ridere insieme, cercare di condividere i momenti di piacere , di gioia, ma anche quelli difficili, avere le stesse preoccupazioni e gli stessi problemi, quindi conoscere meglio gli altri per conoscere meglio noi stessi e questo vuol dire crescere, vivendo non solo con i nostri simili, ma anche con il "diverso", rispettandoci reciprocamente e trovando punti d'incontro.

Non bisognerebbe permettere la formazione di gruppi isolati e che si contrastano tra loro. Siamo consapevoli che l'integrazione è un processo lento, ma è anche una sfida per tutti noi e ognuno dovrà contribuire perché ciò avvenga.

Per noi a scuola la difficoltà maggiore per l'integrazione di compagni provenienti da altri Paesi è dovuta alla non conoscenza della lingua, per cui la comunicazione è decisamente difficile, ma con i nostri insegnanti stiamo tentando di darci una mano per aiutare un compagno proveniente dall'India.

(c'è un commento)

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il 22/01/2010
Matteo - "I.C. Via Pincherle", Roma
ha commentato:
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Secondo me il razzismo non riguarda solo il colore della pelle, ma anche il carattere delle persone. Se si appare deboli davanti agli altri, ci può essere una discriminazione.

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