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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Fratelli Sommariva testimonia gli articoli 1 e 2
Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
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05
febbraio
2010
Arianna G., classe 3^C
Un tempo le donne non erano stimate, non avevano libertà come invece l’uomo, considerato il più forte e il capo della famiglia. La donna non aveva neanche il diritto di voto.Oggi la situazione è cambiata perché in Italia la donna ha gli stessi diritti dell’uomo, ma in certi casi viene anche “usata”: ad esempio in tv le donne sono quasi sempre svestite e non conta la loro intelligenza, a differenza dell’uomo. La situazione delle donne in altri paesi è ancora più drammatica. In Cina la popolazione stava crescendo a dismisura, e lo stato ha quindi deciso di favorire, con una legge, le famiglie con un solo figlio. Le stesse famiglie hanno deciso di privilegiare il figlio maschio, in quanto portatore di ricchezze, e di sopprimere, con aborti di feti o abbandonano di neonati, le figlie femmine. Questo ha portato ad un aumento eccessivo del numero di maschi rispetto alle femmine. Un altro esempio riguarda le donne nei paesi Islamici. Abbiamo letto in classe la testimonianza di Safiya Hussaini, donna che è stata conosciuta dal mondo intero perché condannata a morte per adulterio e graziata per merito della nobilitazione internazionale. Un giorno l’ha chiamata suo padre perché voleva dirle una cosa molto importante, cioè che aveva scelto l’uomo con cui si doveva sposare. Allora questa ragazzina era molto giovane e ovviamente non si voleva sposare; pensava che la madre potesse dire qualcosa invece se n’è stata zitta, allora Safiya è andata in camera sua e aveva l’intenzione di scappare di casa, ma sapeva che non avrebbe ottenuto nulla perché prima o poi l’avrebbero trovata. Safiya ha incontrato per la prima volta il suo futuro marito, che era molto vecchio e brutto, e quando lui è venuto per vederla lei ha dovuto servirlo. Safiya alla fine l’ha sposato. Questo fa capire che in alcuni paesi ancora oggi sono i padri a decidere chi le ragazze devono sposare, sebbene ancora molto giovani.
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