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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Diaz testimonia gli articoli 24, 27 e 29
Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, inclusa una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
Articolo 27
1) Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
2) Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.
Articolo 29
1) Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
2) Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge al fine di assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
3) Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.
vai al video realizzato dalla scuola
05
marzo
2010
Non per denaro, ma per noia
Dicembre 2000- Milano.
Agivano non certo per denaro, ma per noia i cinque ragazzini di 15 e 16 anni denunciati dai carabinieri della compagnia di San Donato Milanese per rapina a mano armata . I cinque ragazzini, compari nei colpi, agivano sotto la guida di un capo che assegnava loro i ruoli. Nell’ultima rapina hanno bloccato, e rapinato un ragazzo di 12 anni. Per intimidirlo e convincerlo a non fare resistenza, i componenti della baby gang hanno mostrato al dodicenne un coltello e una pistola. Il giovane è rimasto immobile, sotto choc.
A quel punto i cinque rapinatori hanno ripulito il quasi coetaneo di tutto ciò che aveva in tasca: 25 euro e il telefonino cellulare.
I componenti del branco sono tutti amici: due hanno 16 anni, gli altri tre 15. I genitori, alla vista dei carabinieri, inizialmente non volevano credere ai propri occhi: i ragazzi, provengono da famiglie “normali”. Sono bastate, però, le perquisizioni per far venire alla luce il bottino dei diversi colpi messi a segno e poi subito nascosti ai genitori. Nelle case sono state trovate le armi della rapina (una pistola giocattolo priva del tappo rosso, 50 cartucce, un coltello a serramanico) e quanto rapinato al dodicenne: cellulare e parte del denaro. I ragazzi hanno spiegato di non averlo fatto per denaro, ma semplicemente come una “bravata”.
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Eleonora della III E, Elisa e Lorenzo della III F (per conto del gruppo n.2).
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