05 marzo 2010 Criminal angels: assassine per noia
Ragazze assassine per noia, adolescenti violente per incoscienza, donne protagoniste del crimine. Si sono ripetuti gli omicidi commessi per soldi, eredità, interessi, ma soprattutto per amore, gelosia, invidia. Donne assassine, spesso crudeli eppure raramente folli, in genere consapevoli. Le nuove criminali sono più giovani, a volte solo adolescenti, si trasformano in motori di violenza fino a diventare assassine. Apparentemente agiscono anche senza motivo, come le tre minorenni di Chiavenna che hanno ucciso a coltellate una suora, o ancora come le due pugliesi che hanno ammazzato la terza amica del loro minuscolo clan. C’è addirittura chi, come Erika, ha massacrato la madre e il fratellino. Donne, spesso ragazze, che si nutrono di una cultura permeata di crudeltà,di messaggi che esaltano la durezza, il dominio. Donne e ragazze “normali” che si trasformano e colpiscono. L’attualità propone ogni giorno episodi di violenza consumata sempre più spesso da adolescenti, dalle baby gang di ragazze dedite al bullismo o alle piccole rapine, organizzate più per noia che per procurarsi oggetti e denaro. Ovunque si alzano i dati che riguardano la violenza minorile soprattutto femminile. Il fenomeno, esploso già qualche anno fa negli Stati Uniti, si è diffuso in Europa fino a raggiungere l’Asia. Ovunque si esalta la donna dura come modello vincente. Agli inizi dell’aprile 2001, a Manhattan, due dive del rap americano, Li’ I Kim e Foxy Brown si sono affrontate a colpi di pistola, botte e pugni. Posta in gioco: il controllo del buisness miliardario di dischi e video hip hop e rap. Nello stesso periodo a Parigi, invece, lo stilista John Galiano ha mandato in passerella una vera “bad girl”: si è vestita da rapper e, mentre sfilava, ha alzato il dito medio con un gesto inequivocabile. Un delirio per i fotografi: successo garantito. Forse è questo che più sconvolge: più si è “duri”, violenti e maleducati più si diventa famosi. E per ragazzi che non sanno trovare intorno a loro, nei loro passatempi o nei loro interessi, altri modelli di vita, altri valori, questo messaggio è l’unico insegnamento. Elisa della III F (per conto del gruppo n.2).(c'è un commento)


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Istituto comprensivo "Tacchi Venturi" - San Severino Marche (Mc)
ha commentato:
L'aspetto che ci ha colpito di più del post di Elisa è che le ragazze assassinano soltanto per noia. Le ragazze prima creano baby-gang poi rapinano non solo per i soldi, ma anche per noia come Erika, che ha massacrato la madre e il fratellino. Altri esempi sono i tre minorenni di Chiaravenna che hanno ucciso a coltellate una suora o anche i due pugliesi che hanno ammazzato la terza amica del loro minuscolo clan. In tutto il territorio nazionale, nel 2002, si contavano 40.588 denunce a carico di minorenni. Nell’ultimo anno sono scese a 39.000. Un dato questo che, tuttavia, non rincuora perché pur essendo diminuiti nel numero. I reati a carico dei giovanissimi sono aumentati nella pericolosità. Secondo noi le pene per questi delitti dovrebbero essere più severe. Di certo non è giusto uccidere nessuno tanto meno persone innocenti come addirittura suore, bambini e adolescenti. Probabilmente la causa di certi comportamenti è nascosta nell’affermazione di Elisa quando sostiene che più si è “duri”, violenti e maleducati più si diventa popolari. Nella società attuale i modelli che si hanno dalla TV, Internet ecc… fanno perdere di vista i veri valori su cui fondare la propria esistenza: il rispetto del prossimo, l’onestà, l’amore verso i propri cari. Samuele e Emilio 1°D