25
gennaio
2010
GLI SPAZI DELLA MIA VITA
Dall’incontro con il preside in pensione Carlo Bonaconsa, intervistato da noi come una delle persone che ha lavorato tutta la vita a contatto con i ragazzi, è emerso quanto siano importanti nella crescita individuale gli spazi che ognuno di noi ha vissuto. Per questa ragione, dopo averci raccontato degli spazi che lui ha vissuto da ragazzo, ci ha invitato a riflettere su quelli che ognuno di noi ha a sua volta vissuto. Questo è il contributo di uno dei “Testimoni dei diritti”.
GLI SPAZI DELLA MIA VITA - LA MIA CASA: (il mio quartiere)
Il mio quartiere è accogliente, quasi come un paesino e la mia casa si trova davanti alla scuola materna ed elementare che ho frequentato. Uscendo sul balcone di casa mia si aprono grandi prati verdi e pioppi in mezzo ai giardinetti. Se non avessi avuto sempre lo spazio per giocare nella natura non sarei sicuramente la stessa. La mia casa è per me diventata un luogo di mediazione tra natura e città.
Un altro spazio è quello di questo paesino della Valle d’Aosta dove fin dai miei quattro anni ho sciato e iniziato a fare trekking ogni estate (quest’anno è stato il mio nono trekking). Lì la natura regna sovrana. Questo mi ha aiutato a forgiare quella parte di mente che riflette su quanto sia piccolo l’uomo e, nonostante questa svantaggiosa caratteristica, quanto riesca a distruggere quello che il nostro pianeta è riuscito a creare in miliardi di anni.
Questa città d’arte, dove vivono i parenti dalla parte di mio padre, mi fa riflettere sulla storia e sulle meraviglie che l’uomo è riuscito a creare. L’ambiente cittadino con poca natura mi fa pensare a come l’uomo riesca a plasmare la natura per i suoi scopi, anche se questo comporta spesso danni gravi ed irreversibili all’umanità e al nostro pianeta.
Un posto al mare in Toscana dove andavo e tuttora vado con mia nonna perché ai miei genitori non piace il mare. Nonostante tutto penso che l’ambiente che preferisco sia la montagna.
Per raggiungere la baita in montagna di mio padre, occorrono 40 minuti circa a piedi d’estate e due ore e mezza in sci d’alpinismo d’inverno. Qui posso fare quello che desidero: dedicare un po’ di tempo a me stessa senza lo stress che la vita cittadina comporta. Qui inoltre la natura e il silenzio della montagna entrano in contatto con me stimolandomi a profonde riflessioni.
Il conservatorio, come anche la scuola media, mi ha fatto entrare nella vita cittadina e nello stress dei milanesi: la performance che mi viene richiesta è crescente ogni anno che passa e questo mi obbliga a uno studio che aumenta ininterrottamente. Tutto questo mi aiuta ad essere più completa, perché mi obbliga a restare con i piedi per terra.