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Dichiarazione dei diritti umani: la scuola Tacchi Venturi testimonia l'articolo 2


Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

 

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25 marzo 2010 Sanaa Dafani
Un'altra ragazza d’origine marocchina, Sanaa Dafani è stata sgozzata solo perchè aveva scelto di vivere all'occidentale. Felice di vivere in Italia, a Montereale Valcellina in provincia di Pordenone, Sanaa aveva frequentato la scuola, si era costruita amicizie, aveva trovato un lavoro e, soprattutto, l'amore. Sanaa, mangiava carne di maiale, si vestiva come tutte le altre ragazze, aveva il suo profilo su Facebook. Troppo per il suo padre-padrone islamico, che l’ha sgozzata. Intanto l'Associazione delle donne marocchine si costruirà parte civile nel processo contro il padre-mostro e ha già dichiarato che dopo la sentenza di condanna definitiva per il padre di Sanaa ci sarà un impegno concreto affinché l'uomo possa scontare la sua pena nelle dure carceri marocchine, attraverso la stipula di un accordo bilaterale tra i due Paesi. In Europa non si hanno i numeri precisi di quanti siano questi delitti. Si sa solo che la cifra è consistente e che nessuna nazione europea ne è immune. Il bello è che "i progressisti italiani" vogliono far passare il messaggio che bisogna essere tolleranti con questa gente e tenere conto degli usi e dei costumi dei loro luoghi di origine. Questo è gravissimo perchè significa non riconoscere la nostra Costituzione e le nostre leggi. Quindi, sbagliano di grosso coloro che immaginano che l'atroce delitto consumatosi ai danni della diciottenne marocchina, colpevole di essersi fidanzata con un italiano, possa essere catalogato come un fatto isolato. Alessio e il gruppo maschile – 1° D

(ci sono 2 commenti)

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Secondo me, ognuno deve avere la possibilità di amare sia persone della propria nazionalità sia di altre. Certo, il padre di Sanaa non avrebbe dovuto reagire in quel modo bestiale perché, se si arriva ad uccidere una figlia per la religione, non si ama il proprio dio: nessun dio vorrebbe che si uccidesse un componente della propria famiglia per un motivo che si sarebbe potuto chiarire senza problemi. Per noi occidentali è difficile capire questo problema: se una figlia ama qualcuno, la si deve rispettare, e scommetto che il padre di Sanaa, neanche ha conosciuto il fidanzato, e questa è un’altra ragione per la quale la ragazza non doveva essere uccisa. Per me, data la vicenda, il padre avrebbe meritato l’ergastolo e non solo pochi anni di prigione. Silvia Giuliani 2°D Istituto Comprensivo Tacchi Venturi.

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Noi della 2 D dell’istituto P.Tacchi Venturi vorremmo dire che Sanaa Dafani era una ragazzina come tutti noi, per questo aveva il diritto di andare in qualunque parte del mondo come noi facciamo .Pensare che oggi ogni minuto della nostra vita muoiono 5.000 bambini per fame , maltrattamenti e abbandono è un fatto orrendo perché ogni bambino rappresenta una vita come tutte le altre ed ha il diritto di viverla. Oggi nel nostro Paese per fortuna ci sono molte associazioni che difendono queste ragazze dai maltrattamenti e dagli stupri ecc. Questo fatto nel mondo deve essere risolto. Niko Zagaglia – Consigliere Comunale dei Ragazzi di San Severino Marche

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