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Dichiarazione dei diritti umani: la scuola Tacchi Venturi testimonia l'articolo 2
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
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11
marzo
2010
Oskar Schindler, la storia di un Tedesco "giusto"
Oskar Schindler era un imprenditore tedesco che salvò 1.200 ebrei dai lager nazisti, con il pretesto di impiegarli come personale necessario allo sforzo bellico, presso la sua fabbrica di oggetti smaltati, la D.E.F. (Deutsche Emaillewaren-Fabrik), sita in via Lipowa n. 4, nel distretto industriale di Zablocie, a Cracovia.
Secondo alcuni Schindler, almeno inizialmente, ha agito a scopo di lucro sfruttando il lavoro sottopagato di persone in stato di bisogno, come molti altri imprenditori tedeschi.
In seguito, tuttavia, iniziò a difendere attivamente i suoi operai.
Egli avrebbe sostenuto, infatti , che ogni lavoratore era essenziale per il buon andamento della fabbrica e qualsiasi danno fatto ad un operaio sarebbe dovuto essere risarcito dal governo.
Morì nel 1974, all’età di 66 anni e non aveva nessuno, tranne i suoi Ebrei che lo aiutarono a sostenersi. Questo è quello che si apprende da alcune lettere pubblicate dal quotidiano Maariv.
Le lettere erano conservate da uno degli Schindlerjuden (ebrei di Schindler) che alla morte le donò all'Istituto Israeliano per la Storia dell'Olocausto Massuah.
Dalle lettere si capisce che alla fine della guerra, Oskar ed Emilie Schindler non avevano più un soldo. Fu perseguitato con 17 ordini di arresto per bancarotta ed era pieno di debiti.
Tentò anche la fortuna in Argentina, ma anche lì fallì.
Più volte Oskar Schindler si rivolse ai suoi Ebrei per chiedere loro aiuto come si legge dalle lettere. Proprio una coppia di questi amici, che salvò dall’Olocausto, lo ospitò a casa propria, quando la salute peggiorò, finchè Oscar Schindler non morì nel 1974.
I suoi funerali furono pagati dall’assistenza sociale di Hildesheim e poi, dietro sua specifica volontà fu trasportato in Israele per essere seppellito nel cimitero nel Monte Sion, presso Gerusalemme.
La Germania lo aveva ormai rifiutato, abbandonato dimenticato.
Gruppo maschi 1^D
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