25 marzo 2010 Nascere e morire donna in India - 2° parte
Poiché il sistema di caste indiano non concede spazio al singolo in quanto tale, esso è considerato in rapporto alla sua funzione; quando quest'ultima viene meno l'individuo è svalorizzato al punto di essere emarginato e/o estromesso dal contesto sociale. E' proprio quanto, ad esempio, accade alle vedove che, perdendo con la morte del marito la loro ragione d'essere quali spose, finiscono per non avere più alcuna collocazione nella società e nella famiglia. Sottoposte a violenze psicologiche quali l'allontanamento dei figli, la proibizione di risposarsi e la sottrazione dei gioielli di nozze, le donne indossano i sari bianchi, una veste tradizionale, si coprono il capo, quando non è rasato, e trovano l'unica consolazione nella religione. Ad esempio a Vrindavan più di 500 vedove trovano rifugio nel "Bhagvan Bhajan Ashram", dove cantando per otto volte al giorno inni sacri a Krishna, ricevono 250 grammi di riso, 50 grammi di dhal (legumi) e 10 rupie (circa 500 lire). Alla sera si ritrovano a gruppi in attesa di una grazia che non avverrà mai. Per questo sotto l’India spirituale c’è un’India “cattiva” verso le donne, che non hanno dei diritti. Le donne, quindi, servono solo per sposarsi e far figli, che possono essere solo maschi e non femmine. Quindi quando una donna è incinta di una bella bambina, deve rinunciare con l’aborto o con l’abbandono e aspettare un maschio. Oggi le bambine sui marciapiedi dell’India sono moltissime, e poi, una volta diventate adolescenti, verso i 14 anni, vanno a lavorare nelle fabbriche anche se pagate pochissimo. Oggi le adolescenti che lavorano nelle fabbriche compongono quasi il 70% di tutti i lavoratori di fabbrica in India. Quindi diciamo che l’india è un bel posto, ma solo dal punto di vista maschile. Dalisia, 1° D(c'è un commento)


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Istituto comprensivo "Tacchi Venturi" - San Severino Marche (Mc)
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Secondo noi, le donne indiane vengono trattate in modo molto irrispettoso. Non capiamo perché solo l’Italia e pochissimi Paesi siano riusciti a capire l’importanza dell’uguaglianza tra uomo e donna. Infatti, un mondo come il nostro con le donne inferiori agli uomini, non è un mondo giusto, perché sia l’uomo che la donna sono stati creati da Dio uguali. E se tante donne, ragazze e bambine in questo momento stanno soffrendo è solo colpa di quegli uomini che vogliono esercitare il potere in modo assoluto, senza condivisione con gli altri e al servizio dei più deboli. Francesca Lupo e Chiara Colonnelli, 2°D.