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Dichiarazione dei diritti umani: la scuola Tacchi Venturi testimonia l'articolo 2
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
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11
marzo
2010
"Donne al Parlamento" di Aristofane
Oggi in classe abbiamo parlato della commedia di Aristofane “Le donne al parlamento”, che è andata in scena per la prima volta ad Atene alle Lenee del 391 a.C. In italiano è tradotta anche come Le donne all’assemblea o Ecclesiazuse. Il titolo originale greco deriva dall’ Ecclesia, l’assemblea del popolo, che deliberava su importanti questioni di Stato. Quest’opera è una satira civile e sociale, nella quale l’autore si diverte nel criticare l’organizzazione di una nuova repubblica governata da donne salite al potere attraverso una cospirazione. La protagonista è Prassagora, che, stanca del malgoverno degli uomini e della libertà limitata dalle donne, convoca tutte le altre cittadine in assemblea ordinando loro di portare con sé bastoni, stivali ed indumenti maschili.
Quando l’assemblea è al completo, Prassagora espone il suo piano: vista l’incapacità di governare degli uomini, spetta alle donne sostituirli camuffandosi; a questo punto la proposta viene facilmente approvata, anche perché gli uomini non hanno più gli indumenti necessari per partecipare all’assemblea. Dietro la comicità della commedia si cela un’amara riflessione sulla condizione di chi non può partecipare alla vita politica, ovvero le donne. Nonostante l’opera sia ambientata nello scenario di 2400 anni fa, si percepisce il bisogno dell’uomo di rivendicare il diritto di partecipazione alla vita della polis, cioè alla propria città.
Francesca, Dalisia e Lisa, 1D
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