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Dichiarazione dei diritti umani: la scuola Tacchi Venturi testimonia l'articolo 2
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
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25
marzo
2010
Cina: donne in fuga dalle campagne e dal suicidio 1° parte.
Le donne sono quasi la metà dei migranti mingong (1). Fuggono dalle campagne dove la loro situazione è insostenibile. Un milione e mezzo tentano il suicidio ogni anno e 150 mila si uccidono. Ma in città le cose non vanno meglio e spesso finiscono nel racket della prostituzione. Le donne sono quasi la metà dei mingong. A Pechino ce ne sono circa due milioni, di età fra i 15 e i 40 anni. Han Hui Min, 26 anni, è stata una di loro. Una delle poche fortunate che sono riuscite ad infilare nella promozione sociale. Oggi è responsabile del Migrant Women's Club di Pechino, un Centro legato alla Federazione nazionale delle donne cinesi, che aiuta le migranti arrivate dalle campagne offrendo loro vari tipi di assistenza: legale, formativa, ricreativa. «Il primo impatto, racconta Hui Min,, giunta nella capitale dallo Shandong nel 1999, è scioccante; e il prosieguo non è certo meglio». Alcune donne, circa la metà, seguono strade un po' più protette, aperte da mariti o parenti. Quelle sole vengono spesso reclutate da agenzie che battono le campagne attirando le ragazze con offerte di occupazione che spesso si rivelano truffe e sboccano nella prostituzione e nel crimine. Dati ufficiali sul fenomeno non ce ne sono. Inutile chiederli. E' però certo che la vita delle donne contadine è insostenibile e ciò spiega la voglia di fuggire ad ogni costo. Le statistiche sui suicidi, che vengono diffuse dall'Organizzazione mondiale della Sanità, rivelano che in Cina le donne che scelgono di togliersi la vita, contribuendo a oltre la metà dei suicidi femminili nel mondo, sono più numerose degli uomini. Ogni anno un milione e mezzo di donne cinesi tentano di uccidersi, oltre 150 mila ci riescono e nelle campagne la proporzione è tre volte quella dei centri urbani. Gli studi condotti rivelano che il problema di fondo è la disistima verso se stesse trasmessa dall'ambiente familiare. Indotte a non dare valore alla propria vita, quando la sofferenza psicologica e materiale diventa insopportabile si annullano in un atto di autodistruzione che è anche rivendicazione morale e spirituale. E che nel suo essere così estremo assume il sapore di un riscatto.
Simone e il gruppo maschile, 1° D
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