08 marzo 2010 Nelle classi dopo l’incontro sui problemi dell’immigrazione
L’iniziativa del 3 marzo è stata fortemente proficua per noi ragazzi in quanto ci ha permesso di riflettere ulteriormente su una forma di illegalità e di sfruttamento che purtroppo ancora permane nella nostra società civile e democratica. Abbiamo avuto innanzitutto l’opportunità di conoscere una versione sicuramente più chiara e più corretta dell’accaduto rispetto alle notizie apprese dai mass-media. Aldilà dei fatti, delle violenze, delle tante polemiche su chi per primo abbia effettivamente iniziato l’attacco, una cosa di cui noi ragazzi siamo ormai consapevoli è che PER PRIMI E DA TEMPO QUEGLI IMMIGRATI ERANO STATI COLPITI NELLA LORO DIGNITA’ UMANA. Alcune scene viste e ascoltate attraverso un video trasmesso dal giovane volontario ci hanno profondamente colpito, in particolare delle frasi pronunciate da alcuni immigrati, quali: “in Africa ho vissuto cose terribili, ma a Rosarno ne ho vissute di peggiori e se mi rimandano indietro sono pronto ad andarmene” oppure “Io sono un essere umano, ho moglie e figli, non sono un animale”. Queste espressioni denunciano una condizione di vita di persone fortemente provate se non addirittura disperate. Del resto da tempo esse avevano chiesto aiuto alle autorità manifestando la loro indignazione per il modo disumano in cui erano costretti a vivere, per le frustrazioni che dovevano subire pur di guadagnare qualcosa. E’ questo, come tutti sappiamo, non succede purtroppo solo a Rosarno… A fine dibattito la cosa che più ci ha lasciato la mano in bocca è la constatazione che tali fatti accadano in un Paese la cui Costituzione si ispira alla “DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI” che rifiuta e condanna ogni forma di sfruttamento e di emarginazione. Quindi più che continuare a discutere sui singoli episodi, processare e sentenziare, noi ragazzi pensiamo che sia giunto il momento che si facciano avanti i veri responsabili del dolore e delle ingiustizie a cui sono condannati migliaia di esseri umani, prima nella loro TERRA D’ORIGINE, che mai avrebbero voluto lasciare, e poi ancora di più nei PAESI CHE LI DOVREBBERO ACCOGLIERE.(ci sono 2 commenti)
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mi piace il vostro modo di pensare avete trovato 1 che la pensa come voi |


3 sostenitori
Istituto comprensivo "Tacchi Venturi" - San Severino Marche (Mc)
ha commentato:
o.o ... purtroppo,non possiamo far tornare indietro il tempo... x.x ...ma possiamo impegnarci per migliorare le cose... quindi sforciamoci finchè possiamo e speriamo che tutto andrà meglio...