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Dichiarazione universale dei diritti umani: la scuola Pitagora testimonia l'articolo 3


Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona.

 

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05 marzo 2010 LA SCUOLA RIFLETTE SUI PROBLEMI DELL'IMMIGRAZIONE
Giorno 3 marzo abbiamo incontrato il signor Giuseppe Pugliese, venuto da Rosarno nella nostra scuola per testimoniare sui fatti avvenuti, nella città  in cui abita, nel mese di gennaio. Appartiene a un’associazione di volontariato “Uomini e donne di buona volontà” che opera a favore degli immigrati presenti da molti anni sul territorio. Eravamo ansiosi di conoscere questo signore per potergli porre tante domande e sapere così più cose vere ma è stato lui a porre a noi delle domande, forse per accertarsi sulle nostre conoscenze. Ripercorrendo gli avvenimenti, ci ha detto che le persone presenti a Rosarno erano 2500 e non erano mendicanti ma persone che erano in Italia per lavorare, per raccogliere agrumi e spostarsi successivamente in altre regioni  sempre per lavorare e per trovare migliori condizioni di vita. A un certo punto il nostro percorso si è spostato, abbiamo fatto un viaggio molto lungo, siamo arrivati in Africa e alla colonizzazione. Fu proprio nel XV sec. che le potenze europee iniziarono ad esplorare e a colonizzare il territorio africano e le potenze coloniali non solo sfruttarono le risorse e le materie prime ma deportarono milioni di africani destinati a lavorare nelle piantagioni americane in condizioni di schiavitù. Anche ora le condizioni di vita dell’Africa non sono buone e determinano flussi migratori interni ed esterni verso l’Europa e sempre a proposito dell’Africa si è parlato di Multinazionali. Le Multinazionali sono società presenti sui mercati stranieri con aziende produttive proprie ed anche con una rete di distribuzione commerciale. Abbiamo preso in esame la situazione della Nigeria, ricca di petrolio ma spesso le risorse, non sono dei paesi in cui ci sono, ma delle compagnie estere che detengono  la maggior parte delle  ricchezze. Una riflessione è stata fatta su come spesso si ragiona per” categoria” e questo modo di ragionare è sbagliato perché sempre dietro ogni persona c’è una coscienza. All’inizio del 900 gli italiani che emigravano in America o nell’Italia Settentrionale erano soggetti ad accuse specifiche, le stesse che oggi vengono rivolte agli extracomunitari :
  • Essere causa dello stravolgimento di tutto
  • Lì dove serviva un solo italiano oggi servono 5 extracomunitari
  • Tutti gli immigrati che raggiungono l’Italia trovano parenti che li hanno preceduti e formano clan che eccellono nella criminalità
  • Fanno troppi figli e non sanno come inserirli dignitosamente nella società.
 Alla fine abbiamo visto un filmato in cui gli immigrati raccontavano le loro vicende e in tutte le interviste era presente il concetto: “ Noi siamo delle persone, abbiamo una famiglia, non siamo animali “.   Come non pensare all’art. 3 della Dichiarazione Universale dei diritti umani?  Diritto alla vita: Vita dignitosa degna di essere chiamata vita Libertà:Dal bisogno, dalla povertà, dallo sfruttamento Sicurezza della persona: Sicuri di stare in un posto sicuro senza pericolo di camminare  ed essere sparati, perché originari di un’altra nazione, vivere  sicuri in una casa e non in una baracca o in un vecchio edificio, avere dei servizi, non essere maltrattati.  E’ stato un incontro molto costruttivo e dopo aver ringraziato l’ospite, in classe abbiamo riflettuto ed è stato un momento di scuola viva ed attiva che ci ha permesso di capire di più un grave fenomeno.

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